Archive for agosto, 2012

agosto 29, 2012

Il Fondo Alberto Cesa all’Istituto Ernesto de Martino

Alla fine del mese di aprile sono arrivati all’Istituto Ernesto de Martino 26 scatoloni: è il materiale raccolto nel corso della sua vita da Alberto Cesa ed esso ha costituito la sua formazione culturale, musicale e politica.

In primo luogo c’è l’intera produzione discografica edita da Alberto e dal suo “Cantovivo”; ci sono i tanti libri della sua ricca biblioteca personale (storia, politica, filosofia, antropologia culturale e musica popolare, e non solo); c’è la sua preziosa collezione di dischi: circa 600 vinili e cd di musica popolare e canzone politica italiana, ma soprattutto internazionale, a dimostrazione di quanto la cultura di Alberto avesse attraversato ambiti diversi e vari territori e culture.Il Fondo Cesa è arrivato all’istituto  per scelta di Ita Cesa, sorella di Alberto, che in una lettera ci ricorda che “Alberto aveva una grande considerazione della storia dell’Istituto, grande stima di Ivan Della Mea e di tutti coloro, storici, musicisti e collaboratori” che lo hanno tenuto in vita da oltre 40 anni.

Il materiale è stato catalogato e messo a disposizioni per quanti volessero consultare e conoscere l’opera immensa di Alberto.

ALBERTO CESA

– Folk singer, cantastorie, cantautore, suonatore di ghironda e altri strumenti popolari

– Fondatore (1974) e direttore artistico di “Cantovivo”

– 2000 concerti

Alberto Cesa è nato non molto dopo la fine della seconda guerra mondiale…  Da piccolo ha suonato i fili d’erba, le foglie, le noci svuotate, le zucche tagliate, ha inseguito invano il sogno-proibito di una fisarmonica per avviarsi infine clandestinamente al tormentato viaggio dei suonatori autodidatti.

Ha cantato in italiano, piemontese, occitano, francese, spagnolo. E’ stato maestro di canto e di ghironda.

Ha girato il mondo, dall’Europa a Cuba… esibendosi in circoli, osterie, fabbriche, piazze, teatri, conservatori, stadi (a Monaco di Baviera per esempio), folkfestival e raduni internazionali come il Paleo di Nyon, St. Chartier, Dranouter, Monaco, Vienna, Edimburgo, Praga, Stoccolma, Lisbona e così via… passando per radio e televisioni locali e internazionali, la Rai e l’Eurovisione…

Ha lavorato su decine di dischi, suoi, del Cantovivo e di altre produzioni, guadagnandosi riconoscimenti di prestigio nazionale e internazionale […]

Ha diviso la scena con  Fabrizio De André,  Francesco Guccini, Paolo Conte, Ivan Della Mea, Gang, Paolo Rossi, Nuova Compagnia di Canto Popolare, Alan Stivell, Inti Illimani, Miriam Makeba e altri artisti internazionali.

In quasi quarant’anni di fatiche e divertissement, ha avviato decine e decine di ragazzi e adulti alla conoscenza e alla pratica del folk, ha portato musicisti, dilettanti e professionisti,  a prendersi applausi, prima sconosciuti, a ridere, bere, amare, sognare, in ogni angolo d’Europa e del mondo…

Ha cantato (e canterà) fino all’ultima goccia di energia, per il “Mondo migliore che verrà”

Istituto Ernesto de Martino

Villa San Lorenzo al Prato

Via degli Scardassieri, 47

50019 Sesto Fiorentino (FI)

Tel: 055 4211901

Fax: 055 4211940

Web: www.iedm.it

Skype: istituto.ernesto.de.martino

ita cesa

ita.cesa@immagina.net

http://www.immagina.net

+39 3358006846

Gloria Berloso

gloriaberloso@yahoo.it

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agosto 29, 2012

WOODY GUTHRIE – The house of the rising sun

E’ il titolo di una delle migliaia canzoni scritte da Woody, il più grande ed il più geniale autore ed interprete di canzoni folk americane. Ci ha lasciato un patrimonio immenso, circa diecimila documenti tra canzoni, poesie e racconti, molti dei quali ancora inediti. A lui, Bob Dylan ha dedicato una canzone che dice più o meno: …Ehi Woody…ti ho scritto una canzone su questo vecchio buffo mondo, sembra ammalato e affamato, è stanco e distrutto, sembra che stia per morire ed è appena nato….

Sono trascorsi circa 50 anni d’allora ed il mondo è rimasto lo stesso purtroppo!

La sensibilità poetica e l’interpretazione delle canzoni di Guthrie hanno non poco influenzato i più grandi cantanti folk: da Pete Seeger, Bob Dylan, Phil Ochs, Crosby e Stills fino ai giorni nostri. Tutti noi abbiamo un immenso debito di riconoscenza ad uno dei più importanti personaggi dell’America tra gli anni trenta e quaranta e anche cinquanta. Purtroppo questo grande uomo, perseguitato come tanti altri artisti dal governo, è morto in solitudine  il 3 ottobre 1967, dimenticato dal suo pubblico americano e praticamente sconosciuto al resto del mondo; eppure molti autori di musica  folk,  country,  folk rock fanno capo a lui.

Woody Guthrie è nato il 14 luglio 1912 in una riserva indiana dell’Oklahoma ed ha iniziato a cantare e suonare a soli tredici anni. In quelle terre visse delle tragedie enormi, tragedie descritte e raccontate nelle sue canzoni: la desolazione, la siccità, il freddo, la solitudine nei viaggi da clandestino sui treni merci come una bestia. Si trova così dalla parte degli oppressi diventando sempre di più malinconico e con la sua chitarra continua a viaggiare, cantando ovunque.

Se ascoltiamo le sue canzoni, sono tutte autobiografiche. Alla fine degli anni cinquanta, molti giovani musicisti si avvicinano al folk in quanto il rock è diventato troppo commerciale. La quantità di musicisti e cantanti di qualità che nasce è amabilmente sorprendente.

Bob Dylan è rimasto un lungo tempo vicino al Maestro, dal quale imparò la tecnica e la maniera di comporre le canzoni, di strutturare una strofa, di forzare un po’ la musica un po’ il testo in una unica melodia. Pensate al sound di Dylan, formato dalla chitarra e dall’armonica, non esiste canzone che possiamo dimenticare!

Pete Seeger, l’avvocato della pace, oggi super novantenne ha descritto W.G. come il più grande interprete e studioso di folk al mondo. I suoi Album in vinile sono dedicati ai canti del lavoro, nel primo c’è anche The House of the rising sun; al suo lungo viaggiare attraverso l’America in condizioni disperate; all’emigrazione, dove troviamo This land is your land, quasi un inno nazionale. In molte canzoni ci sono molti doppi sensi, la musica sembra quasi identica basata su due o tre ritmi. 

Sono nate così le più belle ballate americane. Le canzoni di Guthrie sono un’opera bizantina,in un mosaico sono racchiusi amore, il dolore e la vita della sua gente e di tutti che come lui vennero con la polvere e se ne andarono con il vento.(G.Berloso)

agosto 28, 2012

Con la ghironda in spalla – Il lungo viaggio musicale di un suonatore controcorrente

Alberto Cesa

… maledico la poesia nata solo come un lusso marginale e neutrale di chi lavandosi le mani fa il lezioso e si defila…maledico la poesia di chi non ha il coraggio di sognare fino al rischio di morire…

Gloria Berloso

Ad Alberto Cesa – INCONTRO ALLA VITA

E verranno altre primavere, i nostri profumi sempre uguali
E verranno altre canzoni, le nostre canzoni un po’ improvvisate
E verranno altri giorni dove andremo incontro alla vita
Noi ci siamo, noi viviamo, noi respiriamo…sempre

L’intenzione è quella di ricordare l’amico Alberto Cesa (1945-2010), guida per 35 anni di Cantovivo e protagonista indiscusso del folk-revival italiano, e consiste nell’individuare –fra tutto il materiale audio-video inviato alla Giuria- la miglior canzone contemporanea composta in stile tradizionale, attitudine e abilità in cui Alberto eccelleva.

La prima edizione del Premio è stata assegnata alla formazione laziale dei Decalamus, provenienti dalle selezioni territoriali Centro-Sud di Coreno Ausonio (FR) per la canzone “Glie Bregante” nella quale –si legge nella motivazione- “un tema caro alla tradizione come quello del brigantaggio viene sviluppato secondo criteri che rivendicano il diritto alla memoria collettiva, proposto con energia e convinzione”.

La consegna del Premio, è stata effettuata da Ita Cesa, sorella e erede spirituale di Alberto,  il 26 luglio sul palco di piazza Garibaldi a Spilimbergo.  Oltre al concerto dei Decalamus, la serata è stata arricchita da Giordano Dall’Armellina, cantante e chitarrista milanese che ha condiviso con Alberto alcune ricerche etnologiche.

Con la pubblicazione dei libri, i Cd, il Premio (Folkest 2012) Alberto Cesa, i dibattiti e gli incontri, le pubblicazioni di alcuni giornali specializzati e il sincero apporto di alcuni amici che della musica fanno una ragione di vita, s’intende far conoscere quella parte di cultura sia italiana che internazionale, attraverso la comunicazione, l’umanità e la ricerca di grandi valori come la solidarietà e la generosità, sempre presenti nelle radici dei popoli.

Davanti a questi nostri uomini di cultura così preziosi e l’immenso patrimonio che Alberto Cesa ci ha lasciato non si può rimanere indifferenti. Ognuno di noi, giovani e vecchi dovrebbe essere coinvolto attivamente attraverso la comunicazione del messaggio culturale e musicale di questo autorevole ed importante progetto.

Uno caloroso ringraziamento va rivolto alla perfetta organizzazione del Folkest, che ha raccolto il messaggio, non solo per la grande amicizia con il cantastorie torinese e anche allo splendido pubblico, molto preparato ed attento.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Un ringraziamento particolare va alla mia amica Ita Cesa che ha saputo e voluto realizzare il progetto del caro Alberto.

Chi fosse interessato all’acquisto dei due libri con 4 CD, patrimonio della cultura musicale popolare e tradizionale può scrivere anche sul mio blog.

agosto 28, 2012

Ottawa Folk Festival dal 6 al 10 settembre 2012

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Immerso nella bellezza naturale del Hog’s Back Park, il Folk Festival di Ottawa è una cinque giorni di festa, musica, danza, arti visive  caratterizzata da un eclettico mix di spettacoli musicali articolati su due sere e in cinque fasi diurne. Comprende, inoltre, laboratori musicali interattivi, speciali eventi per bambini.

Nei giorni del Festival l’intera   comunità sposa la filosofia  a supporto delle iniziative  eco-friendly sostenibili.

agosto 28, 2012

Un successo da 40 mila presenze. Si è da poco conclusa “Umbria Folk Festival 2012”

Con la giornata dedicata all’Occitania e alle sue tradizioni musicali ed enogastronomiche, ha chiuso il 26 agosto, ad Orvieto, i battenti la sesta edizione di Umbria Folk Festival, rassegna di musica, cultura e gastronomia che si è svolta dal 21 al 26 agosto. Oltre 40.000 presenze hanno consentito alla manifestazione di confermare il suo trend di crescita sia per qualità che per gradimento.     La grande musica di Goran Bregovic, Ambrogio Sparagna, Francesco De Gregori, Alessandro Mannarino, Peppe Barra, la Nuova Compagnia di Canto Popolare, Lucilla Galeazzi, Raffaello Simeoni, Gai Saber, L’Orchestraccia, Juredurè, affiancata dai workshop di danze popolari e dalle Lezioni Folk a cura di Valentino Paparelli, hanno trasformato per una settimana Orvieto nella capitale della cultura folk.

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