Archive for aprile, 2014

aprile 28, 2014

L’AQUILA – La verità è che il sogno impossibile è sempre possibile

Forse non si sa che è un fatto biologico che le aquile possono vivere  70 anni o poco meno. Ma quando raggiungono 30 o 40 , sentono di avvicinarsi alla morte perché i loro artigli e becco non sono più forti per distruggere la carne con cui si nutrono . E quando si sentono di poter morire , volano verso la cima di una montagna per ricostruire il becco e gli artigli. Aspettano mesi lì , fino a quando non escono di nuovo per vivere altri 30 o 40 anni.  I miei stati d’animo come persona, come creatrice e forse come artista mi hanno permesso di continuare a lavorare e di trascorrere molto più tempo con le persone più care. Come l’aquila ho sentito la necessità di volare altrove per ricostruire la mia interiorità e riflettere di come poter cambiare me stessa ma anche aiutare gli altri.Dicono che quando si raggiunge una certa età, ci si aggrappa all’impossibile. La verità è che il sogno impossibile è sempre possibile, e non so se ha senso resistere e tenere duroPenso che dovremmo tutti smettere di combattere ed imparare dalla storia, il bene ed il male che abbiamo fatto; dobbiamo trovare punti di contatto e di dialogo per ammorbidire e risolvere i problemi per i bisogni reali. In questi anni di cambiamenti avrei preferito vedere globalizzate l’istruzione e la sanità pubblica ma il processo ha sviluppato il consumismo, l’appiattimento culturale, lo sfruttamento e guerre ovunque. Abbiamo un problema di comunicazione, che fino all’avvento della stampa, e lo scambio di informazioni  si basava in primis sulla tradizione orale e, in seconda battuta, su gestualità, immagini e suoni. Riflettiamo sulla stampa italiana, la chiusura dei cinema, le leggi sull’immigrazione, su un mondo che chiude le orecchie alla poesia e che sta perdendo le cose. Oggi penso che questa riflessione ci possa aiutare a capire meglio.Decorah-Eagles_h_partb

Nel processo di cambiamento di una società la canzone può essere trasmettitore di buoni sentimenti, può insegnarci a essere migliori. Una canzone, un inno, possono aumentare la nostra autostima, o farci desiderare ciò che ci unisce. Una canzone può avvisare, trasformare le nostre antenne. Possono anche guidarci nei momenti di confusione. So che alcuni medici hanno utilizzato canzoni per migliorare lo stato emotivo dei loro pazienti. Alcuni dicono e lo penso anch’io che le canzoni sono parte della colonna sonora della  vita . Se questo è vero, le canzoni possono essere molto importanti.

Un’altra area culturale che trovo essenziale è la memoria storica . Viviamo in un paese dove la stragrande maggioranza della popolazione è nata dopo la seconda  guerra mondiale. Vuol dire che stiamo costruendo una società alternativa a una società che non vive e che non abbiamo esperienze personali . E i giovani  che domani raggiungeranno le posizioni fondamentali del paese , dovranno guidarlo senza nemmeno raccontare la sua parte per l’ ultima generazione che ha vissuto il capitalismo , in mezzo a una guerra culturale di alta intensità . Perché non c’è alcun piano per il futuro che non difendere una tradizione che non ha gli occhi su un passato, o meglio, su una interpretazione del passato.

Se penso bene, il socialismo nel mondo è venuto in paesi arretrati , in condizioni di guerra totale. E per lungo tempo l’idea che ha prevalso in quei paesi che stavano cercando di creare una cultura alternativa era quella di stabilire una sorta di corazza per proteggersi dalla disinformazione chiamata stampa libera, che abbiamo anche ereditato . Al punto che noi siamo il peggio che può capitare è che pensiamo di camminare con un guscio, quando in realtà non abbiamo nessuna armatura.

Chi va al di là di un lavoro o no, ha certamente a che fare con la fortuna, ma può essere aiutato. La migliore direzione è sempre stato il rispetto per la canzone come arte, l’essere curiosi, l’andare oltre la prima cosa che viene in mente. Continuo a pensare che leggendo la letteratura e la storia, vedere film, teatro, danza, arti visive, avere una base culturale solida sia un imperativo possibile. Per quanto riguarda la tecnologia, io penso che si debba usarla, portarla al nostro servizio, non viceversa. La forza culturale in Italia si trova nelle sue radici e nella sua diversità, nel numero di culture che si uniscono e ci fanno crescere, creando infinite possibilità.

La mia generazione ha partecipato a dibattiti, era critica e auto-critica. Penso che sia possibile che i giovani di oggi partecipino alla rivoluzione culturale allo stesso modo, perché non è la realtà. Ciò che esiste oggi è il risultato di ciò che è stato fatto, perché questa diversità è inevitabile, e da essa è che possiamo diventare migliori.

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Easy Rider

Easy Rider

Che cos’è cambiato dall’era beat descritta da Keruac nel libro pubblicato nel 1957: “ On the Road”( Sulla strada), un romanzo che ho letto a dodici anni grazie alla traduzione di Fernanda Pivano e da Woodstock, il più grande e pacifico raduno dei figli dei fiori a cui appartengo totalmente e dei grandi protagonisti del folk rock internazionale con i capelli lunghi, le magliette strappate, i piedi nudi, l’amore libero? Tra il 1957 e il 1969, sono trascorsi solo dodici anni, troppo pochi per guardare ai giovani con più apertura! Impossibile per i nostri genitori e nonni assimilare questa rivoluzione culturale, dentro e fuori. Anche il film “Easy Rider” rispecchia molto bene le reazioni dell’epoca e soprattutto “ The Strawberry Statement”, film culto degli anni ‘70, ora quasi del tutto sparito o fatto sparire, diretto da Stuart Hagmann. La colonna sonora coincide praticamente con la colonna sonora reale di quegli anni, e contiene alcune delle più significative canzoni West Coast degli anni ’60 (almeno quelle che erano state scritte fino all’anno di uscita del film), utilizzate sia come commento fuori campo, sia direttamente nel film (la scena della discoteca nella quale lui e lei ascoltano assieme un brano in cuffia). In Italia nell’anno che moriva a Sanremo Luigi Tenco, 1967, Gianni Pettenati ha cantato in coppia con Gene Pitney, “ Rivoluzione – La rivoluzione, nemmeno un cannone però tuonerà …e basteranno pochi giorni, magari poche ore, per fare un mondo migliore – Il testo è di Mogol.

The Strawberry Stateman

The Strawberry Stateman

 

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Una delle canzoni di Joni Mitchell del 1970, The Circle Game nell’ultima parte dice:

E le stagioni, continuano ad alternarsi
e i cavallucci di legno della giostra ad andare su e giù.
Siamo prigionieri sulla giostra del tempo.
Non possiamo tornare indietro, possiamo solo guardare dietro di noi, da dove veniamo,
E tutto gira e gira nel gioco del cerchio
.

La canzone è molto nota anche nella versione, con un arrangiamento più rock e più accelerata, incisa dalla cantautrice canadese-americana Buffy Sainte-Marie ed inserita nei titoli di testa del film The Strawberry Statement. Il testo riassume quello che ho detto finora, dalla diversità del passato dobbiamo prendere spunto per migliorare, che non vuol dire cambiare perché nessuno sa quale sia la realtà.

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Dalla seconda metà degli anni settanta ad oggi, i giovani hanno assimilato insegnamenti ma il consumismo e il capitalismo sono aumentati. Basti pensare al modo usato per ascoltare musica, internet, mp3, iTunes . L’unica differenza culturale tra le generazioni genitori-figli di oggi è l’atteggiamento più positivo verso il modo di vestire, il look in generale,  i rapporti tra persone dello stesso sesso.

La musica e le canzoni però devono avere un ruolo sempre essenziale nella società e non si possono liquidare semplicemente ascoltando in cuffia suoni distorti, le emozioni che una canzone comunica si possono percepire molto di più a un concerto e comunque da registrazioni effettuate con veri strumenti musicali. Il suono e la voce sono elementi essenziali per esprimere al meglio quello che vogliamo e desideriamo comunicare ma devono essere veri.

Provate far ascoltare una canzone dei Byrds  e una canzone degli Afterhours, in vari momenti della giornata e in luoghi specifici, la risposta la troverete dopo l’esperimento.

Negli ultimi anni in Italia, il linguaggio, elemento basilare ed importante della contestazione,  è stato usato contro la falsa comunicazione ed è formato da stereotipi, frasi fatte, banalità. La contestazione attraverso la poesia, la canzone, il teatro,  ha ricercato un nuovo linguaggio e sta cercando nuove soluzioni per comunicare ciò che succede nel mondo e rappresentare le problematiche sociali ma anche quelle interiori.

Nel 1968 Pier Paolo Pasolini con il suo Film Teorema va a toccare le basi concettuali di una cultura che del proprio mezzo, la ragione illuministica, aveva fatto la gabbia in cui imbalsamare definitivamente, con tutto il carico di ingiustizia presente, la società nei suoi schemi irremovibili, nei suoi antagonismi tutti interni ad essa.

Pasolini

Pasolini

Teorema

Teorema

Teorema è nato come tragedia in versi, poi si è trasformato in un libro molto frammentario che mantiene alcuni frammenti in versi, per raggiungere infine la forma della sceneggiatura cinematografica dove il regista riduce la presenza del dialogo, lasciando alle immagini e alla musica di Mozart la narrazione degli eventi e le mutazioni dei personaggi. Secondo Pasolini, è proprio nel sovvertimento della logica che sorregge l’ideologia della società borghese capitalistica che consiste l’unica di una rivoluzione.

Con Orgia, sempre nel 1968, Pasolini denuncia il dramma dell’autodistruzione psicologica e fisica di una coppia borghese, uno stillicidio sadomasochista che sviscera,  contrastando la poesia e il crudele realismo dell’azione, le radici della incomunicabilità moderna che nascono da un passato nostalgico sognante al raggiungimento della felicità. C’è da chiedersi se il grande regista, ingiustamente criticato e poi barbaramente ucciso, abbia avuto una premonizione su recenti avvenimenti di cronaca giudiziaria! Nessun riferimento è casuale e deve far pensare!

  

Autore: Gloria Berloso

 

 

aprile 18, 2014

Skip Battin, Human Being Blues

E’ così bello essere elettrici ..se scorre potrebbe giacere sulla schiena.. lentamente essere organico .. nero per non essere nero. Mi ferisce essere un profeta .. è divertente essere un pazzo .. essenziale essere legale .. al diavolo le seguenti regole. E’ difficile essere una donna .. facile essere un uomo .. è morte essere uno che si buca .. difficile da capire. Mi  ha preso il blues .. mi ha preso l’acerbo .. ho gli alti e i bassi e anche quelli in mezzo. E’ duro essere un genitore .. è duro essere un figlio ..raro essere un patriota .. è tardi per essere messo alla prova. . E’ difficile essere una donna .. facile essere un uomo .. è morte essere uno che si buca .. difficile da capire. E’ freddo essere uno degli stupefacenti .. imbroglia vivere sul cibo .. confinateli nella speranza .. ogni imbroglio è un errore. Mi ha preso l’human being blues .. sto pagando l’human being blues .. mi ha preso il blues .. mi ha preso l’acerbo .. ho gli alti e i bassi e anche quelli in mezzo. E’ così giusto essere religiosi .. è così duro essere soli .. la luce può essere così pesante .. è bello avere una casa .. Se Fleet fosse stato un soldato .. avrebbe potuto avere pace .. è un combattimento combattere una battaglia .. è il tempo di essere rilasciati. . Mi ha preso l’human being blues .. sto pagando l’human being blues .. mi ha preso il blues .. mi ha preso l’acerbo .. ho gli alti e i bassi e anche quelli in mezzo…

Skip Battin

Skip Battin

Così Skip Battin, ultimo dei Byrds (1973), rivive tutto il mondo che ha conosciuto quando era un ragazzo: New York e l’America, non quella degli anni venti come lui esaspera in “Central Park”, ma quella degli anni cinquanta, lasciandosi prendere da una certa nostalgia che però non ha niente di lacrimevole. E’ l’analisi che un uomo fa onestamente di se stesso attraverso l’acuta osservazione dei cambiamenti di un’epoca, da quando Skip guardava la televisione il programma dell’invincibile Dick Clarks, e sognava di suonare come Fast Domino o Chuck Berry, e una volta presa coscienza di tutto questo dice: è difficile essere donna, facile essere uomo, come la morte essere uno che si buca, troppo bello capire..

Nelle sue canzoni, la sua analisi è sempre lucida e consapevole e quando canta con ironia  .. Beh, che fine ha fatto Fats Domino? Tutti i miei compagni hanno mollato e si sono sposati. Una volta correvamo tutti a vedere Chuk Berry. Oh, ho sentito l’urlo di venti chitarre, era Duane Eddy, Superstar, pur non abbandonando il suo amato rock’n’roll e credendoci in senso assoluto, a volte in maniera ingenua e totale, così come è in fondo l’America, continua: non dimenticate l’eccitamento, la gallinella e i giretti perché sono parte del rock and roll, e in qualche posto,  nel buio, io suono per Dick Clark, ditelo pure a tutti quanti.

Skip indugia e continua la sua retrospettiva poetica e trova un Central Park nettamente cambiato con il passare degli anni: … bene, venite tutti quanti, è tempo di fare un ballo. Tu hai un impulso nel tornare indietro in un’azione come fossi in trance, così tu sei un intellettuale tutto sesso, e la prossima volta indosserai calzoni trasparenti …

Ma questa specie di accusa cade nel vento perché egli sa benissimo di essere stato per tanto tempo uno di loro, con le loro pecche e le delusioni con i desideri e il forzato intellettualismo, avendo fatto parte dei Cobras, ma alla fine realizza di avere qualcosa di diverso, di un senso profondo che gli è rimasto nei segreti più intimi, cose che nessuno gli potrà portare via.

Skip non potrà mai fare la fine del Central Park, di Fats Domino, di Captain Video, di Dick Clark, dell’undercever man dei Cobras, di Valentino e dell’America tutta, perché sono cose sue personali e questo riesce a giustificare e a portare in porto tutto quello che ha scritto e cantato.

La mia vita segreta sono i miei amici, la mia famiglia, i miei amori, i miei cani e le mie canzoni. Tutto questo potrebbe apparire abbastanza borghese, se non ci fossero i perché esternati nelle mie precedenti assertazioni e, soprattutto, dal resto dei testi: la mia vita segreta viaggia di città in città alla ricerca di amici e se dovessi venire a cantare nella tua città verresti?”

Quello di Skip Battin si rivela come un desiderio di pace, di amicizia, di schiettezza sincera, e non di rivalsa e di imborghesimento come potrebbe apparire a prima vista, anzi la sua è una accusa specifica: è l’America che si sta imborghesendo, quella che ha conosciuto da ragazzo, quella che ha distrutto quello che c’era di puro e di delicato, che però non ha mai contagiato e toccato la sua vita segreta, per meglio dire intima.

Quando i Byrds cantano è l’America che canta, l’America dei mille volti, tutti gli stereotipi sono passati tra le loro note, una cultura vissuta, non studiata pedissequamente.

Chi non possedeva tali caratteristiche introspettive non avrebbe mai potuto entrare nella corte dei Byrds dove McGuinn era il faro e la luce da seguire e dove Dave Crosby ha dovuto scegliere altre strade per cantare Triad ed abbandonarsi alle sue dissertazioni poetiche fantastiche e irreali.

Attorno a loro c’è l’alone di leggenda con un continuo o nostalgico richiamarsi al passato, ma non per riproporlo come un’alternativa al presente, solo per ritrovare la via di un’espressione più sincera e semplice negli anni che li hanno visti giovani. Le loro liriche riflettono, con occhi nuovi, i tempi andati, ma che non è possibile cancellare tanto ci hanno influenzato e aiutato a crescere spiritualmente e psicologicamente.

Ricky Mantoan e Skip Battin

Ricky Mantoan e Skip Battin

Skip Battin è morto la sera del 6 luglio 2003, per  complicanze della malattia di Alzheimer   in una struttura di assistenza a Salem (Oregon) L’ album da solista registrato da Skip, TOPANGA SKYLINE , è stato pubblicato nel febbraio 2012. Questo album è stato originariamente registrato nel 1973 ma è stato accantonato a tempo indeterminato fino al 2.012 dalla  Record Sierra, una società che presenta le opere provenienti da Skip e dei suoi primi anni ’70 contemporanei country-rock.

Alcune registrazioni ancora inedite sono conservate accuratamente dall’amico Ricky,  compagno di  viaggi musicali!

 

 

 

aprile 18, 2014

La lettera d’addio di Gabriel Garcia Marquez

Testo Tradotto

Testo Originale

“Se per un istante Dio dimenticasse che sono una marionetta di stoffa e mi regalasse un poco di vita, probabilmente non direi tutto quello che penso, pero in definitiva penserei tutto quello che dico.Darei valore alle cose, non per quello che valgono, ma per quello che significano.Dormirei poco, sognerei di più, capisco che per ogni minuto che chiudiamo gli occhi, perdiamo sessanta secondi di luce.Andrei avanti quando gli altri si fermano, mi sveglierei quando gli altri dormono.

Ascolterei quando gli altri parlano, e come

gusterei un buon gelato al cioccolato!

Se Dio mi regalasse un poco di vita, vestirei in modo semplice, mi butterei a terra al sole, lasciando allo scoperto, non soltanto il mio corpo ma anche la mia anima.

Mio Dio, se io avessi un cuore, scriverei il mio odio sul ghiaccio, e aspetterei che uscisse il sole.

Dipingerei con un sogno di Van Gogh sulle stelle un poema di Benedetti, e una canzone di Serrat sarebbe la serenata che offrirei alla luna.

Innaffierei con le mie lacrime le rose per sentire il dolore delle loro spine, e l’incarnato bacio dei suoi petali…

Mio Dio, se io avessi un poco di vita…

Non lascerei passare un solo giorno senza dire alle persone che amo, che gli voglio bene. Convincerei ogni donna o uomo che sono i miei preferiti e vivrei innamorato dell’amore.

Agli uomini proverei quanto si sbagliano quando pensano che smettono di innamorarsi quando invecchiano, senza sapere che invecchiano quando smettono di innamorarsi!.

A un bambino gli darei le ali, però lascerei che da solo imparasse a volare.

Ai vecchi insegnerei che la morte non arriva con la vecchiaia ma con la dimenticanza.

Tante cose ho imparato da voi, gli uomini…

Ho imparato che tutto il mondo vuole vivere nella cima della montagna, senza sapere che la vera felicità sta nel modo di salire la scarpata.

Ho imparato che quando un bambino appena nato stringe con il suo piccolo pugno, per la prima volta, il dito di suo padre, lo mantiene intrappolato per sempre.

Ho imparato che un uomo ha il diritto di guardare un altro dall’alto, solo quando lo aiuta ad alzarsi.

Sono tante le cose che ho potuto imparare da voi, però realmente a molto non serviranno, perché quando mi mettano dentro quella valigia, infelicemente starò morendo.”

GABRIEL GARCIA MARQUEZ

“Si por un instante Dios se olvidara de que soy una marioneta de trapo y me regalara un trozo de vida, posiblemente no diría todo lo que pienso, pero en definitiva pensaría todo lo que digo.Daría valor a las cosas, no por lo que valen, sino por lo que significan.Dormiría poco, soñaría más, entiendo que por cada minuto que cerramos los ojos, perdemos sesenta segundos de luz.Andaría cuando los demás se detienen, despertaría cuando los demás duermen.

Escucharía cuando los demás hablan, y cómo disfrutaría de un buen helado de chocolate!

Si Dios me obsequiara un trozo de vida, vestiría sencillo, me tiraría de bruces al sol, dejando descubierto, no solamente mi cuerpo sino mi alma.

Dios mío, si yo tuviera un corazón, escribiría mi odio sobre el hielo, y esperaría a que saliera el sol.

Pintaría con un sueño de Van Gogh sobre las estrellas un poema de Benedetti, y una canción de Serrat sería la serenata que les ofrecería a la luna.

Regaría con mis lágrimas las rosas, para sentir el dolor de sus espinas, y el encarnado beso de sus pétalos…

Dios mío, si yo tuviera un trozo de vida…

No dejaría pasar un solo día sin decirle a la gente que quiero, que la quiero.

Convencería a cada mujer u hombre de que son mis favoritos y viviría enamorado del amor.

A los hombres les probaría cuán equivocados están al pensar que dejan de enamorarse cuando envejecen, sin saber que envejecen cuando dejan de enamorarse!

A un niño le daría alas, pero le dejaría que él solo aprendiese a volar.

A los viejos les enseñaría que la muerte no llega con la vejez, sino con el olvido.

Tantas cosas he aprendido de ustedes, los hombres…

He aprendido que todo el mundo quiere vivir en la cima de la montaña, sin saber que la verdadera felicidad está en la forma de subir la escarpada.

He aprendido que cuando un recién nacido aprieta con su pequeño puño, por vez primera, el dedo de su padre, lo tiene atrapado por siempre.

He aprendido que un hombre sólo tiene derecho a mirar a otro hacia abajo, cuando ha de ayudarle a levantarse.

Son tantas cosas las que he podido aprender de
ustedes, pero realmente de mucho no habrán de servir, porque cuando me guarden dentro de esa maleta, infelizmente me estaré muriendo.”

GABRIEL GARCIA MARQUEZ

García-Márquez