Archive for giugno, 2015

giugno 18, 2015

Nove sfumature di femminilità, con parole in primo piano i FAVONIO cantono le poesie di Alba Avesini

untitledCON NOVE SIGNORE DELLA CANZONE

Alice, Rossana Casale, Patrizia Laquidara, Petra Magoni, Margot, Giovanna Marini, Momo, Erica Mou e Paola Turci

Una “poetessa in incognito” che scriveva versi che “nascondevano” canzoni. Una band che le ha fatto subito tana mettendole in musica con il controcanto di ben nove signore della canzone italiana. Sono questi gli elementi da cui prende forma “Parole in primo piano”, il nuovo album dei Favonio che trasforma in canzoni nove liriche tratte dal libro di Alba Avesini “Poesie e filastrocche”, opere che – come recita il booklet del Cd – “arbitrariamente il marito e un’amica decisero di pubblicare a dieci anni esatti dalla sua scomparsa”.

“Parole in primo piano” (distribuzione Believe Digital) è un album che nasce dall’incontro di storie e di impulsi: quelli di Alba che riempiva agende e foglietti di versi che camuffava firmandoli col nome di autori di canzoni, quelli di Enrico de Angelis e Francesca Rizzotti che hanno deciso di riunirli in un volume e quelli dei Favonio che, rapiti da quei versi, hanno preso a musicarli uno dopo l’altro. Per impulso. Da lì all’idea di racchiuderli in un disco, il passo è stato breve. Dopo due album di proprie composizioni, ricchi di riconoscimenti e gratificazioni, la band pugliese stavolta si è cimentata in un progetto diverso, interpretando e arrangiando i brani con fantasia e intensità.

E poi ci sono altre nove storie ed impulsi: quelli di Alice, Rossana Casale, Patrizia Laquidara, Petra Magoni, Margot, Giovanna Marini, Momo, Erica Mou e Paola Turci, ognuna delle quali interpreta con i Favonio un brano del disco.

Nove tracce, molto diverse una dall’altra. Ma la personalità di Alba Avesini era forte e variegata come le sue liriche e le tante facce di questa femminilità non potevano essere interpretate da una voce unica. E quindi ecco nove sfumature di femminilità per un ritratto di donna e poetessa. La dolcezza, l’erotismo, la malinconia, l’esuberanza, il sorriso ed altro ancora.

Ogni canzone ha quindi una sua particolarità, è un mondo a sé, sia dal punto di vista lirico-tematico che musicale: si va da funk al jazz fino alla bossanova. A chiudere il disco, un decimo brano,  “La canzone dei vecchi amanti” di Jacques Brel, in una traduzione inedita di Paolo Marrone e Mimmo Petruzzelli.  È stata inserita per due motivi: è un vezzo dei Favonio avere una cover in ogni album ed è una delle canzoni che Alba scelse di far suonare durante il suo matrimonio.

La copertina dell’album è una foto di Renzo Chiesa, uno dei più affermati fotografi musicali italiani, che ritrae la veduta verso l’alto di un cortile tunisino, con il cielo illuminato da una particolare luce prodotta dalla luna. E “lunare” era il carattere di Alba nei ricordi di chi la conosceva.

Per i testi nel libretto sono stati utilizzati gli scritti originali, fotografati da Chiesa.

Il mix è stato curato da Taketo Gohara con il Mobilis In Mobili e presso le Officine Meccaniche Recording Studio di Mauro Pagani. Lo stesso Pagani suona il violino in “Vattene Ansia”. Nel disco hanno suonato anche: Michele Carrabba, Michela Celozzi e Daniele Moretto.

Molto amati dalla critica, i Favonio hanno esordito nel 2008 con un album omonimo, a cui ha fatto seguito nel 2012  “Brutto di faccia brutto di cuore”. Il gruppo foggiano nasce nel 2001 dall’incontro fra Paolo Marrone (voce solista) e Mimmo Petruzzelli (fiati). Si fanno subito apprezzare per la “diversità” musicale, ottenendo il Premio della Gazzetta del Mezzogiorno nel concorso “Spazio Giovani” nel 2003. Gli anni successivi li vedono protagonisti, e spesso vincitori, di vari concorsi e festival.

Otto musicisti che, dopo un lungo percorso che li ha visti confrontarsi con diversi generi musicali (dal jazz al blues, dal latin al funk fino alla canzone d’autore), hanno concentrato le proprie esperienze e sensibilità nel progetto musicale Favonio, che prende il nome dal tipico vento che sferza le aride campagne della provincia di Foggia.

Alba Avesini è stata una importante operatrice del Club Tenco. Ha lavorato per un grande editore come redattrice, traduttrice e autrice, specialmente nel campo della letteratura per ragazzi. È stata la traduttrice ufficiale italiana degli albi di Asterix firmati Goscinny & Uderzo, su espressa richiesta dell’editore originale francese. Alla sua memoria Paolo Conte dedicò pubblicamente la Targa Tenco 2005 per il miglior disco dell’anno, vinta con la sua “Elegia”.

Il volume “Poesie e filastrocche” è stato curato da Enrico de Angelis e Francesca Rizzotti per le edizioni Scripta. Contiene liriche scritte durante una vita, tra il 1967 e il 1999.

I FAVONIO:

Paolo Marrone (voce); Mimmo Petruzzelli (sax); Lucio Pentrella (chitarre); Giuseppe Guerrieri (batteria); Giovanni Mastrangelo (basso); Stefano Capasso (tastiere, pianoforte e fisarmonica); Piernicola Morese (percussioni); Antonello Del Sordo (tromba)

 

TRACKLIST

1)    Un libro un disco

Con la partecipazione di Rossana Casale

2)    Appoggiati ad un muro

Con la partecipazione di Erica Mou

3)    Elegia

Con la partecipazione di Paola Turci

4)    Eternità

Con la partecipazione di Alice

5)    Sul viale M.C.

Con la partecipazione di Patrizia Laquidara

6)    Parole

Con la partecipazione di Margot

7)    Funghi

Con la partecipazione di Petra Magoni

8)    Un pianoforte

Con la partecipazione di Momo

9)    Vattene ansia

Con la partecipazione di Giovanna Marini

10) La canzone dei vecchi amanti

Meraviglia !

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giugno 11, 2015

La sacralità della nostra voce e la musica che c’è in noi.

gregor1 Ci sono luoghi nella nostra Terra che emanano vibrazioni potenti. Luoghi dove s’incrociano ruscelli sotterranei e linee di forza e che i popoli antichi veneravano, fossero essi foreste, montagne, rocce o caverne. Le vibrazioni alterano il nostro senso di realtà ordinaria e ci mettono in contatto con la realtà mitica e con i più grandi misteri.

Guardiamo e pensiamo ai più grandi siti archeologici di questo pianeta ed è proprio in questi luoghi che furono costruite degli edifici sacri, allineati con le stelle, affinché proteggessero e amplificassero le misteriose energie della terra. Questi luoghi sacri sono intrinsecamente musicali, dove, attraverso il suono e la vibrazione, si entra in sintonia con le dimensioni sacre. Gli antichi ricercavano i luoghi naturali per le loro proprietà acustiche come le montagne e le caverne.

Suoni e musica hanno un profondo effetto sulle onde del nostro cervello e possono portarci in elevati stati di coscienza. Quando ascoltiamo musica in uno stato di rilassamento profondo, possiamo fare esperienza di immagini e ricordi. La musica può portarci all’estasi. Tutti i rituali nel mondo usano alcune forme di musica in luoghi designati come sacri. Nei tempi antichi questi rituali erano svolti per comunicate con gli antenati, i depositari della saggezza. Le vocali erano intonate e considerate sacre, in quanto esse sono gli unici suoni emessi attraverso il respiro, cambiando la posizione della bocca. L’intonazione dei suoni vocali potrebbe essere stata solo una delle prime forme di musica, insieme con il canticchiare dei bambini. Oggi, la terapia musicale con il suono sta diventando sempre più popolare in tutto il mondo. Abbiamo bisogno di trovare vie che ci riportino in armonia, guardando all’inquinamento del suono, così presente nella cultura del nostro secolo. Entriamo in contatto con i suoni ed i ritmi più dominanti che ascoltiamo ed il nostro tecno-mondo ha un impatto sul nostro sistema nervoso. Molte persone sono assuefatte alla tecnologia e ai videogames. Siamo talmente bombardati che abbiamo dimenticato come ascoltare veramente ed essere presenti con profondo silenzio.

All’interno di ciascuno di noi risiede una architettura sacra e una musica che molti ignorano: la nostra voce cantante. Questa voce contiene i nostri più profondi sentimenti, le nostre brame spirituali, le nostre speranze, paure e verità personali. Cantare è la forma più personalizzata di espressione musicale. Coinvolge diaframma, petto, cuore, polmoni, gola. Lingua, viso, la parte frontale esposta dei nostri corpi, dove sono custodite le nostre emozioni più profonde. Quando cantiamo diveniamo una cassa di risonanza, uno strumento vibrante con la bellezza del tono. Sentiamo il canto vibrare attraverso il nostro intero sistema, collegando corpo, mente, emozione, anima e spirito. Siamo la sola specie che può passare dal linguaggio parlato al canto. Forse le nostre strutture inerenti, fisiche, hanno fornito l’ispirazione per l’architettura sacra. (F.te S.E. Hale)

Tamut

Tamut

La “sorprendentemente ben conservata” cantante egizia Tamut Il direttore del museo Neil MacGregor, ha detto che la tecnologia sta diventando così avanzata che entro cinque anni sarà possibile scoprire come fosse la sua voce: “Tornate fra cinque anni e sentirete Tamut cantare. Sapremo se era un mezzo-soprano.” Il curatore di archeologia egizia, il dottor John Taylor, ha aggiunto: “Questa donna una volta stava lì e cantava per il Dio. E’ straordinariamente ben conservata fino ai capelli tagliati corti. Probabilmente indossava una parrucca come simbolo degli individui di alto rango”.

Gloria Berloso  

giugno 1, 2015

La vita la morte l’amore la sorte – Orlando Andreucci

 

Orlando Andreucci

Orlando Andreucci

Parlando del nuovo disco Orlando Andreucci afferma: “La bontà di questo lavoro sta nelle emozioni che è stato capace di generare in me durante la sua stesura. La vita, la morte, l’amore, la sorte sono gli aspetti dell’esistenza che accomunano tutti gli esseri umani, nessuno escluso, ed è per questa ragione che ho deciso di chiamare l’album esattamente così. In questo nuovo cd sperimento l’analisi essenziale anche di temi che vanno oltre l’amore, affrontando la morte senza timore governata dalla sorte che ci lascia, a volte increduli e senza parole, nella staffetta eterna della vita”.

 

Orlando Andreucci è sempre sulla scena, più vivo e più convinto che mai. Con questo disco ritorna in veste di produttore, supervisore, fonte d’ispirazione e padre spirituale dei suoi compagni di viaggio, impegnati in questo importante lavoro indipendente del bravo cantautore romano, ma questo solo nel titolo dell’album, molto chiaro ed illuminante. Andreucci con il volto tirato e quasi stanco, suggerisce, approva, sensibilizza e trascina per la sua strada Primiano Di Biase al pianoforte ma anche all’Hammond, alla fisarmonica, chitarra e basso e Simone Talone alle percussioni.

È prodigioso  come questi musicisti siano entrati nella  mentalità di Orlando, ne conoscano non solo le linee geniali, ma le più nascoste sfumature, gli atteggiamenti aperti ed i suoi ancora insoddisfatti desideri. Primo fra tutti il ritorno metodico e faticoso verso la Bossa Nova con la B maiuscola. Orlando è senz’altro uno degli artisti del nostro tempo che è più entrato in questo spirito perché gli stimoli sono gli stessi ed i sentimenti e le intenzioni sempre validi.

Una corsa verso la libertà, senza badare agli ostacoli che vi intercorrono se non con una rapida ed ironica panoramica.

Via al discorso indiretto della sua musica e della sua mente, via i punti e le virgole, i punti fermi e le parafrasi. La sua chiarezza ed il luogo allegro e disincantato di esprimere attraverso “la vita la morte l’amore la sorte”, fanno molto riflettere quando si ascoltano tutti i brani di questo CD. Il risultato è di una musica di ottima fattura.

La cultura musicale alla quale questi suoni appartengono mi ha sfiorato ed evocato ricordi sfumati smozzicati dal tempo con rare visioni chiare e ferme nei colori e nei suoni.

Questo album dunque si ascolta volentieri!  Per quanto riguarda l’aspetto tecnico, i tre musicisti eccellono. Ottimi professionisti pieni di carica inventiva.

CREDITS

Orlando Andreucci

(musica, testi, voce e chitarra)

Primiano Di Biase

(pianoforte, piano rhodes, organo hammond, fisarmonica, chitarra acustica, basso e programmazione)

Simone Talone

(percussioni)

Arrangiamenti Primiano Di Biase, Orlando Andreucci e Simone Talone.

Registrato, editato e missato da Primiano Di Biase presso TuskoRock Studio.

Foto: GiPi Studio

Artwork: simonetta bumbi

cd andreucci

 

Dal 30 aprile 2015la vita la morte l’amore la sorte

È in vendita su iTunes e su ogni piattaforma digitale

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https://itunes.apple.com/it/album/la-vita-la-morte-lamore-la/id990543116

Si può richiedere il Disco scrivendo a

management@orlandoandreucci.com

CONTATTI

Simonetta Bumbi

ufficiostampa@orlandoandreucci.com

333.8417238

 

Orlando Andreucci nasce a Roma il 07 giugno 1947. Artisticamente a 45 anni, e quasi per gioco.

Con la sua voce bussa timidamente per poi appropriarsi di spazi che l’ascoltatore non credeva di avere. Il suo timbro, profondo ed accogliente, si identifica nel tempo che trascorre, e le parole sono tracce di passi che, come in un rewind, possono appartenere a tutti.

Con disarmante semplicità, e notevole efficacia, riesce ad armonizzare i generi più svariati, senza temere che essi possano tra loro contraddirsi. Ecco, allora, ritmi brasiliani (con un ammiccare per nulla timido a Jobim) viaggiare in compagnia della migliore tradizione melodica ed a tratti anche lirica italiana. Sottilissime e persistenti venature di jazz (di cui Andreucci è profondo conoscitore) ritroviamo ad attestare una D.O.C. sulla sua musica regalandoci CD d’Autore.

FATTI E PAROLE

(1998)

FUORI ORARIO

(2003)

ISTINTO DI CONSERVAZIONE

(2008)

NOTEDIPAROLE

(2009)

INUSITATO

(2012)

LA VITA LA MORTE L’AMORE LA SORTE (2015)