Charles Aznavour ha lasciato la scena il primo giorno di ottobre, tra le foglie d’autunno …

 

 

Il vero nome di Charles Aznavour è Shahnour Vaghenag Aznavourian, nasce a Parigi il 22 maggio 1924 da genitori armeni. Inizia la carriera nel mondo dello spettacolo in tenera età, con la sorella. La mancanza di un’istruzione superiore lo fa sentire inferiore rispetto altri suoi colleghi e ci vogliono 70 anni per ottenere i maggiori successi personali con il diploma superiore, fino a ricevere il titolo di Doctor Honoris Causa in diverse università in tutto il mondo.
 Alla fine della guerra la sua carriera decolla, grazie all’incontro con il giovanissimo e dotato pianista Pierre Roche. Insieme compongono musica e scrivono i testi, prima per sé stessi e in seguito per altri cantanti, tra cui Edith Piaf, della quale Aznavour diventa il manager. Invitati a visitare gli Stati Uniti tra il 1947 e il 1948, Pierre e Charles si trasferiscono e rimangono a lungo in Quebec. Il loro duetto funziona bene e registrano i primi sei dischi 78 giri in Québec. Fanno più di 40 settimane di concerti al “Faisan Doré” al ritmo di 11 spettacoli a settimana e lentamente diventano celebrità locali. Aznavour sente la nostalgia di casa e ritorna in Francia dove nessuno lo conosce, ricomincia così tutto da capo, ma questa volta da solo.
L’anno 1956 segna la sua prima svolta come cantante. Durante un recital a Casablanca, la reazione del pubblico è tale che viene immediatamente spinto verso la celebrità. Per il primo spettacolo all’Olympia, scrive “Sur Ma Vie” (1956), che diventa la sua prima canzone popolare. Riceve sempre più ingaggi, e dopo tre mesi di spettacoli all’Olympia la sua carriera di cantante è saldamente radicata. Una sera in particolare, il 2 dicembre 1960, dopo aver eseguito sette canzoni davanti a un pubblico molto “freddo”, canta la sua canzone “Je me voyais déjà”, che racconta la storia di un artista fallito. Alla fine dello spettacolo, i riflettori sono girati sul pubblico ma non arriva l’applauso. Dietro le quinte, Aznavour è pronto a mollare, esce per l’ultimo inchino e sente all’improvviso l’Alhambra viva, con ovazioni, applausi e grida. Finalmente è il trionfo. Gli anni seguenti vedono l’uscita di diverse composizioni di successo: Tu t’laisses aller (1960), Il faut savoir (1961), Les comédiens (1962), La mamma (1963), Et pourtant (1963), Hier encore (1964), For Me Formidable (1964), Que c’est triste Venise (1964), La Bohème (1965), Emmenez-moi (1967) et Désormais (1969). Tu te laisses aller (1960), Il faut savoir (1961), Les comédiens (1962), La mamma (1963), Et pourtant (1963), Hier encore (1964), For Me Formidable (1964), Que c’est triste Venise (1964), La Bohème (1965), Emmenez-moi (1967) et Désormais (1969). La maggior parte di queste canzoni, si riferisce all’amore e al tempo che passa. Durante questo periodo recita anche in diversi film come attore.
Nel 1972 scrive la canzone “Comme ils disent”. Aznavour è il primo ad occuparsi dell’omosessualità in tutta serietà e senza mancanza di rispetto. Il suo entourage in quel momento lo sconsiglia di pubblicarla perché il tema può danneggiare la sua immagine. Ma il cantante la pensa diversamente e coglie l’occasione favorevole perché sente fortemente il problema e deve prendere una posizione netta.
Il terribile terremoto che colpisce l’Armenia nel 1988 è un punto di svolta nella sua vita. Essendo sempre molto vicino alle sue origini, adora i suoi genitori; l’Armenia e gli armeni sono nel suo cuore e nel suo sangue, è impensabile che non faccia nulla di fronte a tante disgrazie e sofferenze. L’artista sposta il cielo e la terra, circondato da pochi seguaci per rispondere ai bisogni immediati della popolazione. Dona tutti i proventi e i diritti della canzone “Pour toi Arménie” (1989), registrata con la collaborazione di oltre ottanta artisti. Dalla fondazione di ONG “Aznavour pour l’Arménie” (APA), continua a sostenere l’Armenia. Nel 2001, le autorità gli dedicano una piazza nel centro di Yerevan, la capitale armena e erigono perfino una sua statua a Gyumri, una delle città più colpite dal sisma.
Nel 1995 acquista la casa editrice musicale “Editions Raoul Breton”. Breton lo aveva aiutato 50 anni prima ed Aznavour vuole continuare l’eredità per sostenere il lavoro di compositori e cantautori francesi di talento. Lavora e pubblica tra questi, con Lynda Lemay, Sensseverino, Alexis HK, Yves Never, Gerard Berliner, Agnes Bihl. Ma soprattutto con orgoglio diventa l’editore del suo poeta preferito, Charles Trenet.
Durante gli 80 anni di carriera, suona in oltre sessanta film; compone più di 600 canzoni, cantate in otto lingue diverse. Soprattutto lo fa con amore e dedizione e per il piacere del suo pubblico. Il fatto che Aznavour canti in lingue diverse gli consente di cantare in tutto il mondo divenendo ovunque famosissimo. Si esibisce alla Carnegie Hall e nei maggiori teatri del mondo, duettando con star internazionali come Nana Mouskouri, Liza Minnelli, Sumiva Moreno, Compay Segundo, Céline Dion e, in Italia, con Mia Martini e Laura Pausini. In Italia, inoltre, per quasi tutte le versioni italiane delle sue canzoni collabora con il grande autore e paroliere Giorgio Calabrese. All’estero le sue canzoni sono spesso reinterpretate da numerosi artisti come Elton John, Bob Dylan, Sting, Placido Domingo, Céline Dion, Julio Iglesias, Edith Piaf, Liza Minnelli, Sammy Davis Jr, Ray Charles, Elvis Costello e moltissimi altri.
Il suo impegno come cantautore non gli impedisce di battersi da sempre per la causa armena, con un’intensa attività diplomatica che gli è valsa la nomina di Ambasciatore d’Armenia in Svizzera.

Aznavour ha lasciato la scena, il suo pubblico non lo vedrà più recitare dal vivo ma la sua anima continuerà ad incantare il mondo intero.
A presto, immenso poeta, cantore di storie, amico dei più deboli.
Com’è triste il mondo se non si ama più. I musei e le chiese si aprono per noi ma non lo sanno che oramai non ci sei più.

Gloria Berloso (da LA CULTURA MUSICALE editore Youcanprint 2018)

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One Comment to “Charles Aznavour ha lasciato la scena il primo giorno di ottobre, tra le foglie d’autunno …”

  1. Se tutto è sbagliato per me, se sono nell’ombra
    Non è colpa mia ma il pubblico che non capiva niente
    Non mi ha mai dato una possibilità
    Gli altri sono riusciti con poca voce e molti soldi ero troppo puro oppure è troppo presto
    Ma un giorno verrà quando mostrerò loro che ho talento
    “Je me voyais déjà”

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