Archive for ‘Gloria Berloso’

maggio 15, 2018

MIGRANTI FILM FESTIVAL  Sabato 2 giugno Anteprima italiana di Mareyeurs

Sabato 2 giugno Anteprima italiana di
Mareyeurs
di Matteo Raffaelli – Prod. Ocean Film

All’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo (CN) l’anteprima italiana del documentario presentato al 31° FIPA di Biarritz

In Senegal un milione e mezzo di persone vive di pesca, negli ultimi dieci anni la quantità di pesce è diminuita del 80% a causa dello sfruttamento dei mari e ogni giorno si lotta per una vita migliore, lontano dal proprio paese. Di chi è la colpa?

Trailer disponibile su: https://vimeo.com/232982371
Materiali Stampa: https://drive.google.com/drive/folders/1cDOoSHK_7VdGBaS4YLt5NYtzN-BPTuSZ?usp=sharing

Dopo la presentazione internazionale al 31° FIPA di Biarritz in Francia, sarà il Migranti Film Festival di Pollenzo (CN), con una giuria d’eccezione composta da Stefania Barzini, Giuseppe Cederna, Carlo Freccero, Enrico Magrelli, Angelo Orlando, Francesca Paci, Valentina Parasecolo, Will Peyote a presentare l’anteprima italiana di Mareyeurs, documentario di Matteo Raffaelli prodotto da Ocean Film di Francesco Congiu in collaborazione con HF4 e selezionato su 3121 film provenienti da 117 paesi.

Il festival cinematografico – diretto da Dario Leone e organizzato dall’Università di Scienze Gastronomiche, in collaborazione con Slow Food, la Città di Bra, l’associazione ASBARL, e facente parte del progetto MigrArti del MIBACT -ospiterà la proiezione del documentario il 2 giugno 2018 alle ore 17 presso l’Università di Pollenzo, con un incontro d’apertura in cui interverrà, insieme a Matteo Raffaelli, Cinzia Scaffidi, giornalista, docente e membro del comitato esecutivo di Slow Food, per parlare dei temi portati in primo piano dal regista versiliese: etica del consumo e politica globale, commercio massivo e consumo incontrollato, filiera produttiva africana ed Europa dei migranti.

Mareyeurs è un racconto attento e minuzioso di come lo stravolgimento di una filiera produttiva locale possa andare a intaccare la vita quotidiana di tutti, su scala mondiale. Ibrahima è un giovane mareyeur, intermediario tra pescatori e dirigenti delle aziende di pesca locali. Preoccupato dalla scarsità del pesce in Senegal e dalla costante diminuzione del suo reddito, matura in lui l’idea di emigrare in Europa. Troverà sul suo cammino delle persone che cercheranno di dissuaderlo e questo lo porterà a mettere in dubbio il suo progetto. Insieme alla figura di Ibrahima, ad animare e restituire al pubblico il quadro complesso di un’Africa raramente protagonista di documentari come Mareyeurs, è una costellazione di personaggi unici e reali come Mame Fotou Kaire impreditrice a capo del sistema matriarcale del commercio del pesce nella città di Saint Luis.

Dalla lotta del singolo, alla messa in crisi del sistema vitale e produttivo di un paese, dall’iper consumo del pesce, al lavoro delle donne africane, Mareyeurs è la storia, vera, di un giovane che sogna l’Europa; la storia di un sistema di commercio globalizzato che sfrutta i mari africani; la dimostrazione di quali potrebbero essere le conseguenze, in un immediato futuro, se il pesce dovesse esaurirsi in Senegal e la popolazione non potesse più considerarlo una risorsa basilare.
Originale e dal grande impatto emotivo, Mareyeurs verrà presentato in anteprima italiana al Migranti Film Festival, che dal 1 al 4 giugno 2018 tornerà ad animare gli spazi dell’Università di Pollenzo, con proiezioni ma anche workshop su cibi e bevande dal mondo, quattro cucine di comunità migranti, spettacoli teatrali, animazioni per bambini e ragazzi, mostre interattive e molto altro.

Il Migranti Film Festival si svolge in collaborazione con il Festival di Seattle (SIFF), il Festival dei Diritti Umani e Ambiente di Buenos Aires (Finca), il Greenwich International Film Festival di New York e il Sudestival di Monopoli.

Tra le partnership UNHCR e Medici Senza Frontiere.

Di seguito il programma del festival:
https://www.unisg.it/ricerca-unisg/cinema/migranti-film-festival/edizione-2018/programma/

Mareyeurs, momento di pesca

Mareyeurs, momento di pesca

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maggio 8, 2018

TRIBUTO A CLAUDIO ROCCHI IL 18 GIUGNO AL TEATRO OUT OFF

UNA FOTOGRAFIA – TRIBUTO A CLAUDIO ROCCHI
18 Giugno 2018 ore 20.30
TEATRO OUT OFF, MILANO


Si arricchisce il già nutritissimo cast di artisti che hanno aderito al tributo CLAUDIO ROCCHI, e si tratta di un’altra adesione da brividi… Quella del grandissimo PAOLO TOFANI, presenza ineludibile delle italiche musiche altre, dagli anni sessanta ad oggi.

E questo non è tutto… L’ex Califfi ed ex Area non si esibirà da solo, ma PER LA PRIMA VOLTA IN ASSOLUTO, in un inedito trio che comprenderà anche il grande arpista VINCENZO ZITELLO e il vocalist CLAUDIO MILANO (della avant prog band Nichelodeon).

I tre musicisti si cimenteranno con uno dei brani dell’album “Un Gusto Superiore”, che Claudio Rocchi condivise proprio con Tofani.

Basterebbe questa chicca per rendere la serata unica…

Il 18 Giugno del 2013 Claudio Rocchi, musicista, agitatore controculturale, cercatore di verità ascendeva a più alti livelli.

La sua importanza ed influenza, ancora oggi patrimonio di un manipolo di artisti ed appassionati troppo ristretto, verrà un giorno stimata nelle sue reali dimensioni, ma perché ciò avvenga è necessario celebrarne oggi, con gioia, la figura, le creazioni, le mille visioni e avventure.

Constatato l’immobilismo da parte di molti settori della musica italiana “riconosciuta” nel tributarne la grandezza, la Rete dei Solchi Sperimentali, tre anni fa ha iniziato a proporre delle serate omaggio a Rocchi, nella data del suo “volo magico”.

Per il quinquennale della scomparsa la sfida era alzare ulteriormente l’asticella della proposta e tentare di creare un evento che unisse l’attitudine di nicchia che anima la Rete dei Solchi Sperimentali, con una visione ed una apertura più “pop”.

Ancora una volta, individuato lo spazio della serata, grazie alla disponibilità del Teatro Out Off di Milano, storico scrigno di tante peregrinazioni underground, l’evento è stato creato con l’esclusivo autofinanziamento di alcuni membri della rete e semplici sostenitori.

Il risultato di questa ambiziosa follia, di questo “salto nel vuoto”, è stato il progetto di una serata sovrabbondante di talenti e di approcci “altri” alla musica, pur nella varietà che ci contraddistingue, e che Rocchi avrebbe certamente gradito. Una scorribanda in cinquanta anni esatti di suoni non allineati che vedrà esibirsi sul palco

ALBERTO CAMERINI
JENNY SORRENTI (ex SAINT JUST)
GIAN PIERETTI
MAURO SABBIONE (ex MATIA BAZAR, LITFIBA)
OMAR PEDRINI (ex TIMORIA)
PAOLO TOFANI (ex Area) +  VINCENZO ZITELLO + CLAUDIO MILANO (Nichelodeon)
MATTEO GUARNACCIA
FRANCO FALSINI (ex Sensations’ Fix)
ANDREA TICH
GIUSEPPE “BANFO” BANFI + GAIA BANFI (ex Biglietto per l’Inferno)
TAI No-Orchestra
ACOUSTIC TRI-ON (ex Jumbo)
LUCA OLIVIERI
MARCO LUCCHI + MAX FUSCHETTO + MASSIMO AMATO + SISTO PALOMBELLA
ENTEN HITTI + GIANLUCA BONAZZI
NADI PAOLA MATRONE

Altri artisti, geograficamente più lontani o bloccati da precedenti impegni, saranno presenti con loro video performativi esclusivi, come:

EUGENIO FINARDI
JURI CAMISASCA
WALTER MAIOLI (ex Aktuala)
ARTURO STALTERI (ex Pierrot Lunaire)
TERRA DI BENEDETTO (ex Albergo Intergalattico Spaziale)
IlcompleannodiMary
TITO SCHIPA Jr.
SANDRO MUSSIDA
RICCARDO SINIGAGLIA
LODOVICO ELLENA
NO STRANGE

A condurre le danze sarà Antonello Cresti, artefice iniziale del progetto “Solchi Sperimentali”. La serata vede la collaborazione di altre sigle come Psycanprog, sito musicale e Divinazione Milano, Ufficio Stampa e Comunicazione.

18 Giugno 2018… Tutti per Claudio!

TEATRO OUT OFF – 18 GIUGNO 2018 ore 20.30
Via Mac Mahon , 16 – Milano
Ingresso: euro 18
Prenotazioni: 02/34532140 / Prevendita http://www.teatrooutoff.it

marzo 30, 2018

LUIGI TENCO: L’UOMO E L’ARTISTA – doppio CD in uscita il 4 aprile 2018

Luigi Tenco avrebbe compiuto da poco 80 anni ; la SAAR ripubblica una confezione di 2 CD con i grandi successi, versioni alternative e un documento inedito.
Luigi Tenco nasce il 21 marzo 1938 a Cassine in provincia di Alessandria, si trasferisce a Genova nel 1948. La sua prima esperienza musicale di rilievo risale al 1953 quando forma, con Bruno Lauzi ed altri, la Jelly Roll Morton Boys Jazz Band. Durante questa esperienza conosce i fratelli Reverberi, Gino Paoli e Fabrizio De Andrè. Con quest’ultimo suona fino al 1958. L’anno successivo, dopo aver fatto parte del Trio Garibaldi con Marcello Minerbi, Tenco viene scritturato dalla Ricordi ed incide i suoi primi dischi come voce solista del complesso I Cavalieri (con Jannacci al pianoforte). Dopo alcuni dischi pubblicati con pseudonimi diversi (Gigi Mai, Gordon Cliff e Dick Ventuno), Tenco pubblica il 25 ottobre del 1960 la sua prima canzone di successo: “Quando”. Nel 1962 esordisce come attore nel film “La Cuccagna” con la regia di Luciano Salce. Il rapporto con la Ricordi si interrompe nel 1964 con un conseguente nuovo contratto. La nuova etichetta è la Jolly di Walter Gürtler con il quale Tenco pubblica anche un bellissimo album omonimo. Nel 1966 Luigi passa alla RCA che iscrive l’anno successivo una sua canzone al Festival di Sanremo. Lo stesso Tenco partecipa alla rassegna canora in coppia con Dalida. Questa canzone si intitola “Ciao amore, ciao” e rappresenta il testamento artistico di Luigi Tenco che muore il 27 gennaio 1967.

CD1 + esclusivo libretto di 12 pagine
JOLLY LPJ 5045 – 1965 LUIGI TENCO CANTA TENCO, DE ANDRE’, JANNACCI, BOB DYLAN

01  Ho capito che ti amo                          13  Passaggio a livello
02  Non sono io                                       14  Vita familiare
03  Ah… l’amore l’amore                        15  Prete in automobile
04  Ragazzo mio                                     16  Vita sociale
05  Io lo so già                                       17  Ballata dell’arte
06  Se potessi amore mio                         18  La risposta è caduta nel vento
07  Tu non hai capito niente                     19  Ballata della moda
08  La ballata dell’amore                         20  Ballata dell’eroe
09  Com’è difficile                                   21 Ballata del marinaio
10  Vedrai vedrai                                    22  Giornali femminili
11  Quasi sera                                         23  Hobby
12  No, non è vero
CD2: VERSIONI ALTERNATIVE – MEDLEY STRUMENTALI BY ORCHESTRA PAOLO TOMELLERI – DOCUMENTO INEDITO
1          No, non è vero
2          Com’è difficile
3          Ragazzo mio
4          Se potessi amore mio
5          Io lo so già
6          Mi sono innamorato di te  io si  angela  lontano  lontano
7          Com’è difficile   ” documento inedito del 1964 “

gennaio 11, 2018

ROBERTO DURKOVIC – IL SILENZIO ASCOLTATO Recensione di Gloria Berloso

Roberto Durkovic

Roberto Durkovic

Uno dei dischi più interessanti di quest’anno è l’uscita di questo CD di musica d’autore che abbraccia alcune delle principali espressioni che da quando sono nate non hanno mai smesso d’incantare. Quando ascolto le nuove canzoni di Roberto Durkovic mi ispiro a dipingere con colori vivi e originali le mie tele. Non a caso questo nuovo lavoro di Durkovic con venti anni di carriera artistica indiscussa si intitola “il silenzio ascoltato”, a mio avviso la sua opera migliore che mette in risalto la sua maturità e la generosità di scegliere alcune testi di altri poeti. Molto significativi tutti i titoli delle canzoni ed interessante la scelta di una vecchia canzone di Francesco De Gregori, poco conosciuta o ricordata anche da chi ha sempre seguito il cantautore.
Uno stacco notevole e piacevolissimo con Talismano dell’Apocalisse, dove ritrovo un sincero Roberto, innamorato cantautore qui country, delizioso gioiello di altre terre canore ed espressione genuina di un folklore ancore validamente attaccato alla tradizione secolare delle antiche e selvagge terre.
Il brano che ho trovato meno affascinante musicalmente è il tango che accompagna la bella poesia di Candido Meardi. Per tutte le altre canzoni ogni scelta musicale è stata completamente azzeccata e riescono a portarmi in quelle terre tanto amate da poeti e pittori. Il suono della vita “mi affaccio alla finestra amore mio” mi riporta ad un mitico autore “antico” validissimo.
In questo disco il legame esistenziale fra il contesto musicale e le parole è molto stretto. In tutte le interpretazioni di Roberto Durkovic ritrovo una certa tendenza a lasciare i giri reali, importante scelta che permette un maggior spazio alla fantasia di chi ascolta e che rende tutto più ispirato.

I fantasisti del metro

I fantasisti del metro con Roberto Durkovic

novembre 29, 2017

AL GIACOSA DI IVREA CONCERTO PER RICKY MANTOAN – NEGLI ANNI ’80 AVEVA SUONATO CON THE BYRDS E THE FLYING BURRITO BROTHERS – NEL 2016 AVEVA SUONATO CON ZUCCHERO

Giovedì, 14 dicembre 2017

BRANCO SELVAGGIO

Branco Selvaggio

Branco Selvaggio

 

Ricky Mantoan, musicista di fama mondiale, ha vissuto sempre nel Canavese dall’età scolare fino alla sua scomparsa avvenuta il 14 dicembre 2016 a 71 anni. Ha iniziato la sua carriera da chitarrista in un complesso formato con alcuni amici nel 1963 e da allora non si è mai fermato. Nel corso della sua vita ha dedicato tutto il tempo allo studio di ogni strumento, in particolare le chitarre acustiche ed elettriche, la pedal steel guitar e l’arpa, suo ultimo grande amore. Dotato di grande sensibilità, da autodidatta ha creato uno stile proprio, oggi inconfondibile, con composizioni e testi di assoluta bellezza. Da uomo generoso ha regalato la sua conoscenza a tantissimi allievi ed amici, ed è così che è nata la primissima formazione del Branco Selvaggio nel 1977.

Ricky Mantoan (con la collaborazione della vocalist Renata Boratto) forma definitivamente il Branco con il chitarrista Luciano Costa e il batterista Beppe D’Angelo tra il 1978 e il 1979 e il polistrumentista Dario Zara nel 2006, che già aveva suonato e partecipato ad altri eventi con precedenti formazioni di Ricky. Con questo gruppo nel 2014 è stato pubblicato il disco Ridin’ Again che comprende canzoni scritte solo da Ricky Mantoan e che è stato presentato al Festival Internazionale Folkest. Il gruppo resta compatto fino al 2016, chiude Ivrea Estate, regalando al suo pubblico un concerto memorabile e suona a Bollengo il 17 settembre a scopo benefico pro terremotati.

Branco Selvaggio a Ivrea 8 settembre 2016

Branco Selvaggio a Ivrea, 8 settembre 2016

Ricky Mantoan nel 2016 trova un momento di celebrità mediatica trovandosi a suonare con Zucchero Fornaciari, il più importante musicista italiano di successo nel mondo, ma l’esperienza televisiva e l’Arena di Verona non lo distolgono dal proseguire il viaggio con il suo Branco e Gloria Berloso.
Nello studio di Borgomasino ha creato e registrato con Gloria molti brani, alcuni dei quali sono stati raccolti in un Album intitolato Because We Are, in pubblicazione nel 2017. Dopo la scomparsa di Ricky nel dicembre del 2016, il colpo è fortissimo per tutti ma a settembre del 2017 il Branco Selvaggio è più compatto che mai con l’entrata del bravissimo chitarrista Maurizio Strappazzon che Ricky già aveva designato suo erede naturale alcuni anni fa. Il Branco, da settembre ha suonato a Sala Biellese, Loranzè, Vigliano Biellese in Piemonte e a Concordia Sagittaria in Veneto.
Il Branco Selvaggio salirà sul palco del Giacosa il 14 dicembre 2017, e sarà accompagnato o coadiuvato da ospiti eccellenti che hanno diviso con Ricky Mantoan, palchi, dischi e pura amicizia. Dario Zara e Maurizio Strappazzon di Ivrea, Beppe D’Angelo di Biella, Luciano Costa di Casale Monferrato.
Ad un anno dalla sua scomparsa in memoria di Ricky Mantoan al Teatro saranno presentati il libro Ricky e due album discografici, dedicati al bravissimo e amato musicista. Un altro album è in lavorazione in California con la collaborazione di Gloria Berloso e comprende inediti con Ricky, il batterista del Branco, Beppe D’Angelo, e i grandi ex componenti dei The Byrds, Skip Battin e John York.

Family Tree 1988

Family Tree 1988

L’inizio del concerto è previsto alle ore 21.00 con ingresso gratuito dalle 20.30.
Al botteghino del Teatro troverete tutte le informazioni.

agosto 22, 2017

BEAT FESTIVAL 2017 25-26-27 Agosto – 1° Settembre 2017 Parco di Serravalle a Empoli

FRANZ FERDINAND, ALBOROSIE,
THE ZEN CIRCUS, FAST ANIMALS AND SLOW KIDS,
NOVI, GIORGIO POI e molti altri

FRANZ FERDINAND

FRANZ FERDINANDO

Dopo lo straordinario successo delle precedenti edizioni torna il BeatFestival di Empoli con la sua terza edizione in scena al Parco di Serravalle il 25, 26, 27 agosto ed il 1° settembre 2017. Grande musica live, street food, dj set, birre artigianali per 4 giorni da vivere tutti d’un fiato a partire dalle 17 fino alle 2 di notte. Il programma dei concerti partirà venerdì 25 agosto con lo spettacolo di Alborosie & Shengen Clan, per poi proseguire sabato 26 agosto con l’esibizione di FastAnimals and Slow Kids, The Zen Circus e Tommaso Novi. Domenica 27 agosto invece spazio alla “Beat Night” grande concerto gratuito con il talento prepotente di Giorgio Poi ed altri artisti emergenti. Il gran finale invece è previsto, qualche giorno più tardi, per venerdì 1° settembre, con l’attesissima esibizione dei Franz Ferdinand. La grande band scozzese torna in Italia per una serata imperdibile, dopo 3 anni di assenza dai palcoscenici italiani.
Il Beat non è solo la grande musica sul palco principale. Confermatissima, anche per questa edizione anche la Jump Arena con una selezione di band emergenti e Dj, ogni giorno, a partire dalle 17,00. Non mancheranno street food con gustosissimi e coloratissimi food truck, con prodotti artigianali ulteriormente ampliati rispetto al già vario menu dello scorso anno, e le vaste zone dedicate allo sport che coinvolgeranno grandi e piccini fin dal pomeriggio. Come nelle precedenti edizioni tutte le aree saranno a ingresso gratuito tranne il Main Stage che presenterà tre grandi concerti a pagamento.
Nell’area dello street food come sempre, spazio ai migliori truck provenienti da tutta Italia che faranno gustare le specialità più disparate. Dal fritto passando ai panini gourmet, una via del gusto tra piatti tradizionali e favolose innovazioni culinarie servite da chef itineranti che faranno a gara per presentare i truck più belli e i prodotti più buoni. Confermatissime le birre artigianali con i migliori produttori d’Italia (e alcuni selezionatissimi internazionali) che faranno gustare le loro prelibatezze. Non poteva mancare anche quest’anno l’area sport: decine di società sportive del territorio si esibiranno al parco permettendo anche a grandi e piccini non solo di assistere, ma di interagire seguiti da istruttori. Dalla danza al judo, dalla pallavolo ala boxe, ce ne sarà per tutti i gusti. Nella Jump Rock Arena si esibiranno invece i migliori talenti, le band emergenti più in voga del panorama locale e nazionale, con un programma che dal primo pomeriggio arriverà fino a tarda sera con 3 dj set strutturati secondo generi musicali differenti (rock, elettronica, afro). Quasi 40 band si esibiranno sul palco, confermatissimi per i dj set Luca T. e Dj Stab, insieme a loro tantissimi altri.

BEAT 2017: I CONCERTI

25 AGOSTO: ALBOROSIE & SHENGEN CLAN + DJ ROLLOVER + TU SHUNG PENG + CHISCO BACKED BY JOKER SOUND
Venerdì 25 agosto arriva Empoli l’entusiasmante reggae di Alborosie  insieme a lo ShengenClan. Una serata che si tingerà di sonorità giamaicane. Sì perchè Alborosie, residente a Kingston, è l’ambasciotore del reggae italiano nel mondo grazie alla vittoria al Rototom Sunsplash e alla partecipazione di successo al Reggae Sumfest. Il suo ultimo album, “Freedom e Fyah”, ha una profonda influenza dub con tracce di dubstep e musica elettronica in alcuni pezzi. Un album che è stato tra i più venduti del 2016. Ad aprire la serata anche Chisco: artista nato musicalmente 14 anni fa, dopo un viaggio in Inghilterra che rivoluziona il suo modo di vivere e di vedere le cose intorno. Una volta tornato a casa si dedica con cuore ed anima alla musica; tanto allenamento, sacrifici, rinunce e poche parole se non quelle scritte sui fogli. Ci sono voluti 3 anni per realizzare “ITAL”, il suo nuovo album in uscita in autunno, ma prima avrete modo di ascoltarlo da vivo al Parco di Serravalle.  La TuShungPeng Crew, nata nel 2001, è sicuramente la crew più attiva nell’ultimo decennio in Toscana, con alle spalle 15 anni di esperienza nelle più svariate Yards, Clubs e Festivals d’Italia e oltre, promoter e produttori, due nuovi mixtape nella stagione 2015/2016, un set che va dal roots dub ska fino a spingere sui ritmi jungle/drum’n’bass. Le selezioni spaziano dal reggae alla dancehall, intervallando spezzoni hiphop, remix, senza pero’ mai tralasciare gli intramontabili foundations degli early years…uno spettacolo che vi farà danzare fino ad oltre l’ultima tune!!!

Biglietti disponibili a 18 euro + dp

26 AGOSTO: THE ZEN CIRCUS + FAST ANIMALS AND SLOW KIDS + NOVI
La serata di sabato 26 agosto invece sarà un evento unico che vedrà insieme il rock di due grandi band italiane che hanno conquistato il grande pubblico: The Zen Circus e Fast Animals andSlow Kids con l’apertura affidata al piano e voce di Tommaso Novi (ex Gatti Mézzi) per la sua nuova carriera solista. I Fast Animals and Slow Kids nascono a Perugia alla fine del 2008: quattro musicisti (Aimone Romizi, Alessandro Guercini, Alessio Mingoli e Jacopo Gigliotti) frequentano il liceo e suonano in band locali. Decidono di iniziare a scrivere canzoni in inglese e di provare insieme. Dopo aver tenuto qualche concerto e qualche difficoltà di percorso, scrivono i primi pezzi in italiano nel 2009, quando registrano l’EP “Questo è un cioccolatino” (To Lose La Track). Da lì inizia la loro scalata nell’universo del rock italiano che li ha portati a calcare i palchi più importanti dello stivale. Dopo otto dischi, un Ep e diciotto anni di carriera, The Zen Circushanno festeggiato la maggiore età con un nuovo grande disco di inediti, “La Terza Guerra Mondiale”. Quest’ultimo è il disco al quale hanno dedicato più tempo in studio, lavorando su ogni piccolo dettaglio, dalle melodie ai testi, dagli arrangiamenti ai suoni. “La Terza Guerra Mondiale” è il disco più “power pop” della band. The Zen Circus sono: Appino, Voce e chitarre. Ufo: Basso e voce. Karim Qqru: Batteria e voce. Tommaso Novi, in arte solo Novi, nasce a Pisa il 13 luglio 1979. Compositore, musicista e musicoterapista, si forma in pianoforte e composizione. Detiene una cattedra di Fischio Musicale (l’unico ufficiale in europa) presso la scuola G. Bonamici di Pisa. Con i Gatti Mézzi ha all’attivo sei produzioni discografiche, più di 700 concerti, una tournéé in Canada, concerti a Parigi e Bruxelles, un Premio Ciampi, un Premio Barezzi, un posto in finale al Premio Tenco, una candidatura ai Nastri d’Argento col brano “Morirò D’Incidente Stradale” e un Premio della Satira di Forte Dei Marmi. Ha collaborato con Dario Fò, Paolo Fresu, Stefano Bollani, Gipi, Ascanio Celestini, Bandabardò, Bobo Rondelli e Zen Circus. Il suo album di esordio, “Se mi copri rollo al volo” è la storia di come, per salvarsi la vita, si è rinchiuso in casa a giocare ai videogames.
Biglietti disponibili a 10 euro + dp

27 AGOSTO: BEAT NIGHT  (SERATA AD INGRESSO GRATUITO),  con GIORGIO POI, ANDREA MAESTRELLI, ANTONIO BOLLETTINO, DIEGO CONTI, EMMA MAESTRELLI

Domenica 27 agosto sul palco del Main Stage spazio ad un grande concerto gratuito con numerosi artisti, alcuni dei quali protagonisti della scena locale. Clou della serata il concerto di Giorgio Poi. Nato a Novara Giorgio Poi trascorre parte dell’infanzia a Lucca e poi a Roma. Appena ventenne si trasferisce a Londra, dove si diploma in chitarra jazz alla “Guildhall School Of Music And Drama”. Nel frattempo dà vita ai “Vadoinmessico”, con i quali pubblica il fortunatissimo album “Archaeology Of The Future” che li lancia in un tour che toccherà tutta l’Europa e anche gli States. Il progetto assumerà in seguito una nuova forma sotto il nome “Cairobi”. Dal 2013 vive tra Londra e Berlino, guardando all’Italia da lontano, e subendo il fascino di cui la distanza la impreziosisce. Così inizia a scrivere alcuni brani in italiano. Ne viene fuori un disco di canzoni d’amore personali, malinconiche e psichedeliche, uscite per Bomba Dischi a Febbraio 2017. In apertura Andrea Maestrelli, Antonio Bollettino, Diego Conti ed Emma Maestrelli.

Ingresso libero.

1 SETTEMBRE: FRANZ FERDINAND
Venerdì 1 settembre chiuderanno la terza edizione del Beat Festival i Franz Ferdinand al loro ritorno in Italia dopo 3 anni di assenza. Il meraviglioso Parco di Serravalle si trasformerà anche quest’anno in una delle più grandi location di spettacoli, DJ set, musica dal vivo e sport per una formula unica.
I Franz Ferdinand si formano nel 2002, affermandosi con il loro omonimo album di debutto, che conquista direttamente la posizione numero 3 della classifica inglese, vincendo nel 2004 un Mercury Prize e aggiudicandosi il titolo di ‘Album dell’anno’ di NME. Il loro secondo album, multi-platino, uscito nel 2005 intitolato “You Could Have It So Much Better” raggiunge le prime posizioni della UK chart e entra nella top 10 della Billboard 200 in America. Il terzo e acclamato album “Tonight”, vede la band impegnarsi in un tour mondiale di due anni, raggiungere la posizione n.2 nella classifica album e ancora una volta rientrano nella top 10 Billboard 200. Nel 2013 i Franz Ferdinand pubblicano un altro successo “Right Thoughts, Right Words, Right Action” che conquista i primi posti in tutta Europa. Vincitori di 2 Brit Awards, nominati 5 volte ai Grammy, contano più di 7 milioni di dischi venduti in tutto il mondo.
Biglietti disponibili a 28 euro +dp

Per informazioni è possibile consultare il sito beatfestival.net o la pagina facebook BeatFestival.

agosto 21, 2017

PETER HAMMILL

MERCOLEDI’ 15 NOVEMBRE 2017
PETER HAMMILL
Piano e Voce

Teatro “l. Candoni” Tolmezzo
ore 21:15

Peter Hammill

Peter Hammill

Artista con la “A” maiuscola e una delle voci più belle, emozionanti e versatili di sempre, Peter Hammill nasce a Londra nel 1948 e ottiene l’attenzione della scena rock internazionale negli anni Settanta come leader dei Van Der Graaf Generator, dei quali è cantante, chitarrista e pianista, e autore principale. La carriera del gruppo è costellata di scioglimenti e ricostituzioni, e Hammill intraprende parallelamente l’attività da solista, cominciata nel 1971 con e proseguita regolarmente per tutti gli anni successivi fino a oggi.
In una classifica ideale dei gruppi rock britannici più influenti negli anni Settanta, molto probabilmente non troveremmo nelle prime posizioni i Van Der Graaf Generator.

Van der Graaf Generetor

Van der Graaf Generetor

Eppure la band guidata da Hammill, fondata nel 1967 e attiva ancora oggi dopo le ripetute rinascite e cambi di formazione, merita un posto di riguardo nel panorama del rock per l’originalità sia delle scelte musicali sia dei temi trattati. Dal punto di vista musicale, infatti, pur essendo assimilati al filone progressive, la band è ben lontana dai barocchismi e dai virtuosismi dei gruppi loro contemporanei (Emerson Lake & Palmer e Yes, giusto per citarne due tra i più famosi). La musica è allo stesso tempo complessa ed essenziale, le atmosfere sono oscure e cupe (si potrebbe dfinirle “gotiche”) e riflettono i testi scritti da Hammill: l’ispirazione non deriva dalla mitologia e dall’epica (come per i Genesis) ma dal dramma interiore e dal malessere esistenziale. Ricorda Claudio Trotta, che organizzò il primo concerto dell’artista britannico nel 1987 a Genova: «Peter Hammill è un gigante della storia della Popular Music e ha segnato momenti importanti della Barley fra i quali ricordo con particolare emozione il concerto al Conservatorio, parte della rassegna di Musica Contemporanea Musica nel Nostro Tempo, durante il quale si cimentò in un pezzo a cappella, senza ausilio di strumenti né microfono, ipnotizzando l’intera platea di 1500 persone presenti.» L’ultimo lavoro da solista di Hammill è …All That Might Have Been…, uscito nel 2014; dopo Do Not Disturb (2016), il trentesimo album dei Van De Graaf Generator, il compositore è attualmente al lavoro su un nuovo capitolo della sua carriera solista.
Quella di Tolmezzo, unica data per tutto il Nord Est (le altre piazze sono Roma, Napoli, Terni, Chiari, Milano e Livorno) si profila come un nuovo grande appuntamento proposto da Folkest agli appassionati di musica della nostra regione.

  Prevendite: www.folkest.com
                      TicketOne
Angolo della Musica- Via Aquileia 89, UDINE tel. + 39 0432 505745
Agenzia Soprattutto Viaggi- Via Ermacora 5, TOLMEZZO (Ud) tel. + 39 0433 468268
Punto Verde – Via Matteotti 4/b TOLMEZZO (Ud) tel. + 39 0433 40114

aprile 16, 2017

Ciao Bruce, Mister Tambourine Man di Gloria Berloso

Bruce Langhorne è stato uno dei più importanti chitarristi degli anni ’60, in particolare nei primi anni del folk-rock. Lui è più noto per aver suonato su i primissimi dischi di Bob Dylan, in particolare Bringing It All Back Home del 1965 ovvero l’anno del passaggio di Dylan dal folk al folk-rock. Tuttavia, ha suonato con numerosi musicisti folk-rock nella seconda metà degli anni sessanta, tra cui Tom Rush, Richard & Mimi Fariña, Richie Havens, Gordon Lightfoot, Eric Andersen, Fred Neil, Joan Baez, e Buffy Sainte-Marie. Inoltre ha suonato con alcuni altri strumenti in concerti dal vivo con Bob Dylan, Judy Collins, i Fariñas, e altri; ha prodotto Ramblin’ Jack Elliott.
Ha anche lavorato su alcune colonne sonore, tra cui “Il Mercenario” (The Hired Hand) di Peter Fonda.
Langhorne ha sviluppato uno stile personale spesso utilizzando rapide triplette di note. Lo stile è nato in parte a causa di un incidente da bambino dove ha perso alcune dita. L’incidente ha limitato la gamma di tecniche da lui conosciute, costringendolo a concentrarsi sul ruolo di accompagnatore. Quando è nato il folk rock, Langhorne ha usato una chitarra acustica con un pick-up, in esecuzione attraverso un amplificatore Fender Twin Reverb, che ha preso in prestito dal chitarrista (e compagno polistrumentista) Sandy Bull. Influenzato da Roebuck Staples degli Staple Singers, avrebbe creato un effetto tremolo a tempo con la canzone. Il risultato è stato un suono, sia acustico ed elettrico di colore, molto adatto al periodo in cui rock e musica popolare si sono fuse. Langhorne è diventato una parte della scena folk di New York nei primi anni ’60, dove ha iniziato come accompagnatore al cantante folk Brother John Sellers, al Folk City Club di Gerde. Come risultato della sua costante presenza al club, ha iniziato con numerosi musicisti del Greenwich Village e a trovare lavoro come accompagnatore sia dal vivo che in studio. Una delle sue prime sessioni di registrazione la troviamo nel primo album per la Columbia di Carolyn Hester nel 1961, una sessione che comprendeva anche un allora non conosciuto Bob Dylan all’armonica. Langhorne poi ha suonato su alcuni album di Dylan, The Freewheelin’ 1963 e “Mixed Up Confusion”.
La più grande la fama di Langhorne deriva dal disco Bringing It All Back Home 1965 soprattutto per “She Belongs to Me,” “Love Minus Zero / No Limit” e “Mr. Tambourine Man “. Nella copertina dell’Album, Dylan scrive che Langhorne è Mr. Tambourine Man: “‘Mr. Tambourine Man,”penso, è stato ispirato da Bruce Langhorne. Bruce ha suonato la chitarra con me in tantissimi primi dischi. Su una session, il produttore Tom Wilson aveva chiesto di suonare il tamburello. E Bruce aveva questo gigantesco tamburello, è stato davvero grande. Era grande come un carro a quattro ruote. Langhorne era molto più di una nota interessante nella carriera di Dylan, però. Nella metà e la fine degli anni ’60 è stato sempre in studio, aggiungendo particolarmente importanti contributi ai due album Vanguard di Richard & Mimi Fariña. Ha fatto altre apparizioni importanti nel primo album elettrico di Tom Rush, il primo album di John Sebastian, di Joan Baez  e numerosi altri LP. Ha anche prodotto il primo album major di Ramblin’ Jack Elliott, 1968 di Young Brigham. Dai primi anni ’70 la sua opera di session era diventata meno frequente, anche se ha continuato a lavorare sulle colonne sonore, come accompagnatore dal vivo, e co-gestione di uno studio di registrazione con Morgan Cavett.

Ciao Bruce!

Bruce Langhorne è morto il 14 aprile 2017 in un ospizio a 78 anni. Era nato a Tallahassee in Florida l’undici maggio 1938.

 

marzo 28, 2017

LEONARD COHEN di Gloria Berloso

Leonard Cohen

Leonard Cohen

Leonard se n’è andato, ci ha lasciato il 7 novembre. Lui certamente è stato un personaggio difficile da capire. La sua vita in parte è stata avvolta dal mistero, le sue azioni erano istintive ma ragionate, la sua poetica era difficile, ermetica, eppure riusciva ad esternare i pensieri con una semplicità geniale, la musica era ossessiva ed è rimasta penetrante, ogni volta che l’ascolti raggiunge istanti di tenerezza senza uguali. Sono quasi sicura che nel suo cassetto sono rimasti molti sogni, pura poesia ancora da scoprire. Non mi aspettavo la sua dipartita perché l’ho sempre visto con lo sguardo morbido, un po’ malinconico. Unico nello stile, nel modo d’essere, nell’amare.
Nativo di Montreal in Canada, si era subito immedesimato nella vita caotica delle metropoli americane: San Francisco, New York, pur continuando ad amare la semplicità delle cose, l’istintività di una vita primitiva, godendo del tepore del sole, dell’immensità del mare, della potenza delle montagne.

Leonard Cohen ha fatto parte, per molto tempo della intellighenzia americana molto criticata e respinta dalla destra politica più estrema, di quella generazione che aveva creato una nuova firma di protesta tra quegli intellettuali nati tra i sit-in, tra le letture pubbliche, tra i be-in, vivendo una vita celestiale e caotica insieme, fatta di giornate consumate fino all’alba, alla ricerca di qualcosa sempre più difficile da trovare, di viaggi avventurosi. Cohen era nato prima come poeta e poi, per una esigenza personale, era entrato nel mondo della musica, la sua però era essenziale, fatta di nervosi preziosismi, di liriche profonde. Tra i suoi più celebri libri di poesie scritti tra gli anni cinquanta e sessanta, voglio ricordare Let us compare mythologies del 1956, The spice-box of earth del 1961, Flowers for Hitler del 1964 e Parasites of Heaven del 1966.
Cohen si muoveva completamente a suo agio, nel mondo poetico di quegli anni specialmente quello americano che andava distruggendo ogni forma d’ipocrisia letteraria e tutto ciò contribuiva a rasserenare, anche se momentaneamente, il carattere di un uomo che viveva nel silenzio, in una sorta di morbido pessimismo, e soprattutto di chi era abituato a chiedersi in continuazione: “perché?” e non riusciva a trovare le risposte.
Tutti gli anni che hanno preceduto ideologicamente il 1965, data di uscita di “Beautiful losers”, il romanzo che lo impose negli Stati Uniti, sono stati una sorta di prezioso limbo, di anticamera dorata, di soddisfazioni primitive e più reali, vere. Il suo primo romanzo è stato pubblicato nel 1963 ed era intitolato The favourite game, che già metteva in luce la sua disponibilità, ad altre manifestazioni che rimanevano, però, attinenti alla poesia. Così, quando nel 1966, senza problemi è passato alla musica, nessuno si è stupito; era un altro sbocco per l’energia creativa che era sempre stata in lui. Si è proiettato nella musica come sempre a modo suo, le liriche parte vitale di Cohen poeta e di Cohen cantante o meglio cantore di situazioni di dolore, paure nascoste, solitudine, senso di colpa, sebbene senza vittimismi o atteggiamenti ironici, sempre impegnato al massimo e sempre attento ad esserlo prima con sé stesso e poi con gli altri. È questo che caratterizzava Cohen da qualsiasi parte lo si voglia mettere a nudo, lui ha vissuto per risolvere i suoi problemi, qualsiasi fosse il mezzo e il dopo, ha scritto, ha poetizzato, ha cantato, ha suonato per la felicità di un suo pubblico. Una chitarra che ha suonato senza posa, ossessiva, una voce roca e profondissima, oggi inimitabile, un sottofondo musicale curato da John Simon, ed ecco nascere The Songs of Leonard Cohen, il suo primo album. Dieci canzoni donate da Leonard di infinita bellezza come Suzanne, vibrante e intensissima, ripresa e cantata dalla grande Joan Baez, dove entra in scena il problema religioso con la gravità e la problematica riprese in molti altri suoi lavori. E Gesù era un marinaio quando camminava sulle acque … Cohen appare estremamente religioso, nel senso mistico e profondo della parola, con una autentica passione. È stato anche questo un suo modo di accettare e cercare di comprendere gli altri e ci è riuscito, a modo suo. Tutte le altre canzoni di questo album ma anche quelli pubblicati dopo, sono veramente tutti dei veri gioielli musica-poesia.
Ma ci sono anche brani non firmati da lui come The Partisan scritto nel 1944 da Hy Zaret e da Anna Marly, dove ha fatto entrare assieme alla chitarra, quasi in sordina, una armonica. Da brivido!
Le sue interpretazione sono sempre state robuste e vigorose, ha sempre avuto il bisogno di chiarezza e di giustizia, per lui essenziali per un uomo senza doppi sensi, preso da sentimenti senza mezze misure: vivere o morire, ridere o piangere, credere o no, amare o odiare. Questa è stata la lezione che gli ha insegnato la vita e così, come il partigiano insofferente delle frontiere che schiavizzano gli uomini.
Cohen ha abbandonato la falsità e l’ipocrisia di una nazione che sono insediate negli uomini di città, e se n’è andato a vivere la sua vita primitiva e paradisiaca nell’isola greca di Idra, dove ha cercato di essere più che sé stesso. Nell’album del 1971 Songs of love and hate, le canzoni dell’amore sono state pensate per la gente che ama, e le canzoni dell’odio per chi non potrà mai capirlo. L’intensità della sua voce ha rappresentato la modernità nel panorama musicale e del mondo culturale pur restando ancorato nell’antichità dei salmi che venivano accompagnati dalla cetra.

Tutti gli uomini saranno marinai finché il mare non li libererà. Ma egli stesso fu spezzato molto tempo prima che il cielo si aprisse, dimenticato, quasi umano sprofondò come una pietra. E tu vuoi viaggiare con lui e tu vuoi viaggiare cieco e tu pensi che forse crederai a Lui perché ha toccato il tuo corpo perfetto con la tua mente”.

I suoi sogni li ha raccontati per addormentarsi!

Gloria Berloso

2a pubblicazione
Cit. “Suzanne” (Leonard Cohen), Silva

febbraio 21, 2017

Torna Arezzo Wave Band 2017, il più grande concorso di musica live per i nuovi talenti italiani con più di 2.000 band iscritte, più di 400 concerti in oltre 100 serate in tutte le regioni italiane e 20 finali regionali.

AREZZO WAVE LOVE FESTIVAL
No future without music!

Torna Arezzo Wave Band 2017, il più grande concorso di musica live per i nuovi talenti italiani con più di 2.000 band iscritte, più di 400 concerti in oltre 100 serate in tutte le regioni italiane e 20 finali regionali.

ISCRIZIONI APERTE FINO AL 28 febbraio 2017

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L’edizione 2017 di Arezzo Wave, la cui finale si svolgerà per la prima volta a Milano il 23 e 24 giugno, è realizzata in collaborazione con Doc Servizi, la cooperativa dei professionisti dello spettacolo, da oltre 27 anni la casa di chi vuole essere musicista.

In palio tournée in Italia (con KeepOn Live) e all’estero (Europavox, Exit Festival ed Eurosonic con Italian Music Office), compilation (con Freecom) e videoclip (con La Tana del Bianconiglio).
Inoltre numerosi premi in denaro e supporto artistico alle band offerti da Doc Servizi, e ai gruppi musicali studenteschi, grazie a Siae e Skuola.net.

Novità dell’edizione 2017: Arezzo Wave Music School,
contest rivolto a band giovanili under 35.

Torna il 23 e il 24 giugno 2017 l’Arezzo Wave Love Festival, da oltre 30 anni brand di ricerca di nuovi talenti musicali riconosciuto a livello nazionale e internazionale. Le iscrizioni all’edizione 2017, per la prima volta a Milano, saranno aperte fino al 28 febbraio secondo la consueta formula: iscrizione GRATUITA per le band tramite il sito http://www.arezzowave.com.
L’iniziativa quest’anno si avvale dell’apporto determinante di DOC SERVIZI, la cooperativa dei professionisti dello spettacolo, da oltre 27 anni la casa di chi vuole essere musicista. Lavorando con i suoi 6.000 soci a sostegno e tutela dell’attività professionale e amatoriale di tutti i musicisti, Doc supporta e insegna come operare in legalità e come gestire i diritti e doveri di chi fa della musica la propria vita. Doc Servizi organizzerà la finale di Milano, a partire dalla Festa della Musica del 21 giugno. Con KeepOn Live e Freecom, inoltre, Doc metterà a disposizione dei gruppi assistenza, servizi, comunicazione e premi vari in denaro, tournée e produzioni discografiche.
Skuola.net, il sito leader degli studenti italiani con più di 4 milioni di contatti unici mensili, è l’altro nuovo amico di Arezzo Wave. Da questa collaborazione nasce infatti una nuova sezione del concorso, Arezzo Wave Music School, rivolto a tutte le band giovanili under 35 con al loro interno almeno un componente che frequenta le scuole medie superiori italiane. Skuola.net, il portale di riferimento della scuola italiana, metterà in palio la diffusione di un contenuto video all’interno della propria community (4 milioni di utenti). Nel caso in cui il gruppo vincitore del contest non disponga di materiale video, sarà ospitato in una puntata della videochat settimanale “la Skuola | Tv”, in onda sul sito e su Facebook di Skuola.net.
Altri partner fedeli di questo progetto sono Smemoranda e la Società Italiana degli Autori ed Editori, che offrirà 1.000 € alla migliore proposta tra le band studentesche.
Tutti i dettagli e il form di iscrizione gratuita si trovano sul sito http://www.arezzowave.com

https://www.facebook.com/ArezzoWave/?fref=ts

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