Archive for ‘ilblogfolk di Gloria Berloso’

luglio 11, 2018

Fragile e Fiera, il nuovo album di Serena Finatti

Serena Finatti

Serena Finatti

 

 La cantautrice friulana che vive a Fiumicello, lo stesso paese di Giulio Regeni, barbaramente torturato e ucciso al Cairo nel 2016, in questo album dedica proprio a Giulio una canzone “Chissà”, immaginandolo come un ragazzino che studia, sogna e spera un futuro di libertà per tutti, e un progetto di vita da realizzare. Un racconto che implica il dolore vero dell’intera comunità di questa piccolo paese che a sostegno della famiglia Regeni, cerca e vuole giustizia.
 Tutto il disco ha dei contenuti di spessore sociale e politico, dall’attacco immediato di “Presunta Realtà”, brano acceso e vibrante, a “Trasparenze” con le maschere che sbiadiscono svelando il vero intento di illudere tutti noi; da “Per un click”, una vetrina amaramente finta a “Nove vite” dove il gatto sceglie la vita tra la casa, la strada o il gattile. Da “Fragile e Fiera”, toccante canzone che parla di libertà d’amare, della fragilità e la fierezza di una madre con un vissuto difficile e doloroso ad “Abbracciami”; ed infine la bellissima canzone friulana di altri autori “Anìn a Grîs ”, per perdersi nell’oscurità fra la sterpaglia e senza soldi. Il testo è una poesia scritta in friulano dalla poetessa friulana Maria Grazia Di Gleria e la musica è del maestro Marco Liverani.

“Andiamo a grilli stasera, tra erba e terra vicino al Tagliamento
Andiamo a smarrirci nell’oscurità tra cespugli e cielo,senza bisacce né quattrini Ricchi di libertà, a raccogliere granelli di vita e respiri d’aria pura
E a dormire profondamente sul letto argentato dell’acqua,
senza timore d’annegare:meraviglia d’un sangue,
lontani dalla brina e dal mucido dei cimiteri.
Andiamo a stelle stanotte,con occhi scalzi e musica,
nel fiato caldo della nostra piccola poesia’’
La Finatti affronta le tragiche realtà per indurre le nuove generazioni che si scontrano ed incontrano la velocità, a riflettere e a lottare per la pace e la libertà”

 

Ogni funzione umana dipende sempre dal nostro contatto con il mondo esterno ed impariamo a formulare pensieri osservando gli altri, ad amare e ad aver cura degli altri, accostandoci a loro, ed impariamo a frenare i nostri impulsi di ostilità ed egoismo per amore. Quando l’umanità si contrasta con gli interessi della sua vera natura, la sua capacità d’amare si impoverisce e comincia a desiderare il potere sugli altri. Così diminuisce la sua sicurezza interiore ed è avviata a cercare una compensazione, perdendo il senso della dignità costringendola a trasformarsi in merce.
  L’album riflette e specchia la realtà e lo fa attraverso i sogni che parlano d’amore e di pace, e attraverso la musica, ritrova una dimensione più intima con la chitarra acustica, le combinazioni armoniche e ritmiche, e gli arrangiamenti di Andrea Varnier, eccellente e prezioso chitarrista che costruisce emozioni intorno la voce intonata di Serena Finatti e il suo piano. Molto bello l’effetto con loop station che permette ai due musicisti di giocare con la voce sovrapponendo le linee vocali e gli strumenti.
Gli altri protagonisti sono:
Pietro Sponton, ottimo percussionista, diplomato al conservatorio Tartini di Trieste e con numerosi anni di studio della batteria con Adolfo Del Forno.
L’ensemble vocale di sette giovani tra i 12 e i 24 anni, i Sing&Feel.

Per quanto riguarda la copertina e il libretto, ho trovato difficoltà a leggere i testi.
Le tracce su CD non lasciano respiro perché tra l’una e l’altra non c’è sfumatura per lasciar pensiero e suspence a chi lo ascolta ma forse è semplicemente una scelta di produzione. Nel complesso l’opera è pregevole e significativa, come d’altronde lo sono i precedenti lavori di Serena e Andrea. Bravissimi!!!

 Gloria Berloso

Annunci
maggio 15, 2018

MIGRANTI FILM FESTIVAL  Sabato 2 giugno Anteprima italiana di Mareyeurs

Sabato 2 giugno Anteprima italiana di
Mareyeurs
di Matteo Raffaelli – Prod. Ocean Film

All’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo (CN) l’anteprima italiana del documentario presentato al 31° FIPA di Biarritz

In Senegal un milione e mezzo di persone vive di pesca, negli ultimi dieci anni la quantità di pesce è diminuita del 80% a causa dello sfruttamento dei mari e ogni giorno si lotta per una vita migliore, lontano dal proprio paese. Di chi è la colpa?

Trailer disponibile su: https://vimeo.com/232982371
Materiali Stampa: https://drive.google.com/drive/folders/1cDOoSHK_7VdGBaS4YLt5NYtzN-BPTuSZ?usp=sharing

Dopo la presentazione internazionale al 31° FIPA di Biarritz in Francia, sarà il Migranti Film Festival di Pollenzo (CN), con una giuria d’eccezione composta da Stefania Barzini, Giuseppe Cederna, Carlo Freccero, Enrico Magrelli, Angelo Orlando, Francesca Paci, Valentina Parasecolo, Will Peyote a presentare l’anteprima italiana di Mareyeurs, documentario di Matteo Raffaelli prodotto da Ocean Film di Francesco Congiu in collaborazione con HF4 e selezionato su 3121 film provenienti da 117 paesi.

Il festival cinematografico – diretto da Dario Leone e organizzato dall’Università di Scienze Gastronomiche, in collaborazione con Slow Food, la Città di Bra, l’associazione ASBARL, e facente parte del progetto MigrArti del MIBACT -ospiterà la proiezione del documentario il 2 giugno 2018 alle ore 17 presso l’Università di Pollenzo, con un incontro d’apertura in cui interverrà, insieme a Matteo Raffaelli, Cinzia Scaffidi, giornalista, docente e membro del comitato esecutivo di Slow Food, per parlare dei temi portati in primo piano dal regista versiliese: etica del consumo e politica globale, commercio massivo e consumo incontrollato, filiera produttiva africana ed Europa dei migranti.

Mareyeurs è un racconto attento e minuzioso di come lo stravolgimento di una filiera produttiva locale possa andare a intaccare la vita quotidiana di tutti, su scala mondiale. Ibrahima è un giovane mareyeur, intermediario tra pescatori e dirigenti delle aziende di pesca locali. Preoccupato dalla scarsità del pesce in Senegal e dalla costante diminuzione del suo reddito, matura in lui l’idea di emigrare in Europa. Troverà sul suo cammino delle persone che cercheranno di dissuaderlo e questo lo porterà a mettere in dubbio il suo progetto. Insieme alla figura di Ibrahima, ad animare e restituire al pubblico il quadro complesso di un’Africa raramente protagonista di documentari come Mareyeurs, è una costellazione di personaggi unici e reali come Mame Fotou Kaire impreditrice a capo del sistema matriarcale del commercio del pesce nella città di Saint Luis.

Dalla lotta del singolo, alla messa in crisi del sistema vitale e produttivo di un paese, dall’iper consumo del pesce, al lavoro delle donne africane, Mareyeurs è la storia, vera, di un giovane che sogna l’Europa; la storia di un sistema di commercio globalizzato che sfrutta i mari africani; la dimostrazione di quali potrebbero essere le conseguenze, in un immediato futuro, se il pesce dovesse esaurirsi in Senegal e la popolazione non potesse più considerarlo una risorsa basilare.
Originale e dal grande impatto emotivo, Mareyeurs verrà presentato in anteprima italiana al Migranti Film Festival, che dal 1 al 4 giugno 2018 tornerà ad animare gli spazi dell’Università di Pollenzo, con proiezioni ma anche workshop su cibi e bevande dal mondo, quattro cucine di comunità migranti, spettacoli teatrali, animazioni per bambini e ragazzi, mostre interattive e molto altro.

Il Migranti Film Festival si svolge in collaborazione con il Festival di Seattle (SIFF), il Festival dei Diritti Umani e Ambiente di Buenos Aires (Finca), il Greenwich International Film Festival di New York e il Sudestival di Monopoli.

Tra le partnership UNHCR e Medici Senza Frontiere.

Di seguito il programma del festival:
https://www.unisg.it/ricerca-unisg/cinema/migranti-film-festival/edizione-2018/programma/

Mareyeurs, momento di pesca

Mareyeurs, momento di pesca

maggio 8, 2018

TRIBUTO A CLAUDIO ROCCHI IL 18 GIUGNO AL TEATRO OUT OFF

UNA FOTOGRAFIA – TRIBUTO A CLAUDIO ROCCHI
18 Giugno 2018 ore 20.30
TEATRO OUT OFF, MILANO


Si arricchisce il già nutritissimo cast di artisti che hanno aderito al tributo CLAUDIO ROCCHI, e si tratta di un’altra adesione da brividi… Quella del grandissimo PAOLO TOFANI, presenza ineludibile delle italiche musiche altre, dagli anni sessanta ad oggi.

E questo non è tutto… L’ex Califfi ed ex Area non si esibirà da solo, ma PER LA PRIMA VOLTA IN ASSOLUTO, in un inedito trio che comprenderà anche il grande arpista VINCENZO ZITELLO e il vocalist CLAUDIO MILANO (della avant prog band Nichelodeon).

I tre musicisti si cimenteranno con uno dei brani dell’album “Un Gusto Superiore”, che Claudio Rocchi condivise proprio con Tofani.

Basterebbe questa chicca per rendere la serata unica…

Il 18 Giugno del 2013 Claudio Rocchi, musicista, agitatore controculturale, cercatore di verità ascendeva a più alti livelli.

La sua importanza ed influenza, ancora oggi patrimonio di un manipolo di artisti ed appassionati troppo ristretto, verrà un giorno stimata nelle sue reali dimensioni, ma perché ciò avvenga è necessario celebrarne oggi, con gioia, la figura, le creazioni, le mille visioni e avventure.

Constatato l’immobilismo da parte di molti settori della musica italiana “riconosciuta” nel tributarne la grandezza, la Rete dei Solchi Sperimentali, tre anni fa ha iniziato a proporre delle serate omaggio a Rocchi, nella data del suo “volo magico”.

Per il quinquennale della scomparsa la sfida era alzare ulteriormente l’asticella della proposta e tentare di creare un evento che unisse l’attitudine di nicchia che anima la Rete dei Solchi Sperimentali, con una visione ed una apertura più “pop”.

Ancora una volta, individuato lo spazio della serata, grazie alla disponibilità del Teatro Out Off di Milano, storico scrigno di tante peregrinazioni underground, l’evento è stato creato con l’esclusivo autofinanziamento di alcuni membri della rete e semplici sostenitori.

Il risultato di questa ambiziosa follia, di questo “salto nel vuoto”, è stato il progetto di una serata sovrabbondante di talenti e di approcci “altri” alla musica, pur nella varietà che ci contraddistingue, e che Rocchi avrebbe certamente gradito. Una scorribanda in cinquanta anni esatti di suoni non allineati che vedrà esibirsi sul palco

ALBERTO CAMERINI
JENNY SORRENTI (ex SAINT JUST)
GIAN PIERETTI
MAURO SABBIONE (ex MATIA BAZAR, LITFIBA)
OMAR PEDRINI (ex TIMORIA)
PAOLO TOFANI (ex Area) +  VINCENZO ZITELLO + CLAUDIO MILANO (Nichelodeon)
MATTEO GUARNACCIA
FRANCO FALSINI (ex Sensations’ Fix)
ANDREA TICH
GIUSEPPE “BANFO” BANFI + GAIA BANFI (ex Biglietto per l’Inferno)
TAI No-Orchestra
ACOUSTIC TRI-ON (ex Jumbo)
LUCA OLIVIERI
MARCO LUCCHI + MAX FUSCHETTO + MASSIMO AMATO + SISTO PALOMBELLA
ENTEN HITTI + GIANLUCA BONAZZI
NADI PAOLA MATRONE

Altri artisti, geograficamente più lontani o bloccati da precedenti impegni, saranno presenti con loro video performativi esclusivi, come:

EUGENIO FINARDI
JURI CAMISASCA
WALTER MAIOLI (ex Aktuala)
ARTURO STALTERI (ex Pierrot Lunaire)
TERRA DI BENEDETTO (ex Albergo Intergalattico Spaziale)
IlcompleannodiMary
TITO SCHIPA Jr.
SANDRO MUSSIDA
RICCARDO SINIGAGLIA
LODOVICO ELLENA
NO STRANGE

A condurre le danze sarà Antonello Cresti, artefice iniziale del progetto “Solchi Sperimentali”. La serata vede la collaborazione di altre sigle come Psycanprog, sito musicale e Divinazione Milano, Ufficio Stampa e Comunicazione.

18 Giugno 2018… Tutti per Claudio!

TEATRO OUT OFF – 18 GIUGNO 2018 ore 20.30
Via Mac Mahon , 16 – Milano
Ingresso: euro 18
Prenotazioni: 02/34532140 / Prevendita http://www.teatrooutoff.it

marzo 30, 2018

LUIGI TENCO: L’UOMO E L’ARTISTA – doppio CD in uscita il 4 aprile 2018

Luigi Tenco avrebbe compiuto da poco 80 anni ; la SAAR ripubblica una confezione di 2 CD con i grandi successi, versioni alternative e un documento inedito.
Luigi Tenco nasce il 21 marzo 1938 a Cassine in provincia di Alessandria, si trasferisce a Genova nel 1948. La sua prima esperienza musicale di rilievo risale al 1953 quando forma, con Bruno Lauzi ed altri, la Jelly Roll Morton Boys Jazz Band. Durante questa esperienza conosce i fratelli Reverberi, Gino Paoli e Fabrizio De Andrè. Con quest’ultimo suona fino al 1958. L’anno successivo, dopo aver fatto parte del Trio Garibaldi con Marcello Minerbi, Tenco viene scritturato dalla Ricordi ed incide i suoi primi dischi come voce solista del complesso I Cavalieri (con Jannacci al pianoforte). Dopo alcuni dischi pubblicati con pseudonimi diversi (Gigi Mai, Gordon Cliff e Dick Ventuno), Tenco pubblica il 25 ottobre del 1960 la sua prima canzone di successo: “Quando”. Nel 1962 esordisce come attore nel film “La Cuccagna” con la regia di Luciano Salce. Il rapporto con la Ricordi si interrompe nel 1964 con un conseguente nuovo contratto. La nuova etichetta è la Jolly di Walter Gürtler con il quale Tenco pubblica anche un bellissimo album omonimo. Nel 1966 Luigi passa alla RCA che iscrive l’anno successivo una sua canzone al Festival di Sanremo. Lo stesso Tenco partecipa alla rassegna canora in coppia con Dalida. Questa canzone si intitola “Ciao amore, ciao” e rappresenta il testamento artistico di Luigi Tenco che muore il 27 gennaio 1967.

CD1 + esclusivo libretto di 12 pagine
JOLLY LPJ 5045 – 1965 LUIGI TENCO CANTA TENCO, DE ANDRE’, JANNACCI, BOB DYLAN

01  Ho capito che ti amo                          13  Passaggio a livello
02  Non sono io                                       14  Vita familiare
03  Ah… l’amore l’amore                        15  Prete in automobile
04  Ragazzo mio                                     16  Vita sociale
05  Io lo so già                                       17  Ballata dell’arte
06  Se potessi amore mio                         18  La risposta è caduta nel vento
07  Tu non hai capito niente                     19  Ballata della moda
08  La ballata dell’amore                         20  Ballata dell’eroe
09  Com’è difficile                                   21 Ballata del marinaio
10  Vedrai vedrai                                    22  Giornali femminili
11  Quasi sera                                         23  Hobby
12  No, non è vero
CD2: VERSIONI ALTERNATIVE – MEDLEY STRUMENTALI BY ORCHESTRA PAOLO TOMELLERI – DOCUMENTO INEDITO
1          No, non è vero
2          Com’è difficile
3          Ragazzo mio
4          Se potessi amore mio
5          Io lo so già
6          Mi sono innamorato di te  io si  angela  lontano  lontano
7          Com’è difficile   ” documento inedito del 1964 “

gennaio 11, 2018

ROBERTO DURKOVIC – IL SILENZIO ASCOLTATO Recensione di Gloria Berloso

Roberto Durkovic

Roberto Durkovic

Uno dei dischi più interessanti di quest’anno è l’uscita di questo CD di musica d’autore che abbraccia alcune delle principali espressioni che da quando sono nate non hanno mai smesso d’incantare. Quando ascolto le nuove canzoni di Roberto Durkovic mi ispiro a dipingere con colori vivi e originali le mie tele. Non a caso questo nuovo lavoro di Durkovic con venti anni di carriera artistica indiscussa si intitola “il silenzio ascoltato”, a mio avviso la sua opera migliore che mette in risalto la sua maturità e la generosità di scegliere alcune testi di altri poeti. Molto significativi tutti i titoli delle canzoni ed interessante la scelta di una vecchia canzone di Francesco De Gregori, poco conosciuta o ricordata anche da chi ha sempre seguito il cantautore.
Uno stacco notevole e piacevolissimo con Talismano dell’Apocalisse, dove ritrovo un sincero Roberto, innamorato cantautore qui country, delizioso gioiello di altre terre canore ed espressione genuina di un folklore ancore validamente attaccato alla tradizione secolare delle antiche e selvagge terre.
Il brano che ho trovato meno affascinante musicalmente è il tango che accompagna la bella poesia di Candido Meardi. Per tutte le altre canzoni ogni scelta musicale è stata completamente azzeccata e riescono a portarmi in quelle terre tanto amate da poeti e pittori. Il suono della vita “mi affaccio alla finestra amore mio” mi riporta ad un mitico autore “antico” validissimo.
In questo disco il legame esistenziale fra il contesto musicale e le parole è molto stretto. In tutte le interpretazioni di Roberto Durkovic ritrovo una certa tendenza a lasciare i giri reali, importante scelta che permette un maggior spazio alla fantasia di chi ascolta e che rende tutto più ispirato.

I fantasisti del metro

I fantasisti del metro con Roberto Durkovic

novembre 29, 2017

AL GIACOSA DI IVREA CONCERTO PER RICKY MANTOAN – NEGLI ANNI ’80 AVEVA SUONATO CON THE BYRDS E THE FLYING BURRITO BROTHERS – NEL 2016 AVEVA SUONATO CON ZUCCHERO

Giovedì, 14 dicembre 2017

BRANCO SELVAGGIO

Branco Selvaggio

Branco Selvaggio

 

Ricky Mantoan, musicista di fama mondiale, ha vissuto sempre nel Canavese dall’età scolare fino alla sua scomparsa avvenuta il 14 dicembre 2016 a 71 anni. Ha iniziato la sua carriera da chitarrista in un complesso formato con alcuni amici nel 1963 e da allora non si è mai fermato. Nel corso della sua vita ha dedicato tutto il tempo allo studio di ogni strumento, in particolare le chitarre acustiche ed elettriche, la pedal steel guitar e l’arpa, suo ultimo grande amore. Dotato di grande sensibilità, da autodidatta ha creato uno stile proprio, oggi inconfondibile, con composizioni e testi di assoluta bellezza. Da uomo generoso ha regalato la sua conoscenza a tantissimi allievi ed amici, ed è così che è nata la primissima formazione del Branco Selvaggio nel 1977.

Ricky Mantoan (con la collaborazione della vocalist Renata Boratto) forma definitivamente il Branco con il chitarrista Luciano Costa e il batterista Beppe D’Angelo tra il 1978 e il 1979 e il polistrumentista Dario Zara nel 2006, che già aveva suonato e partecipato ad altri eventi con precedenti formazioni di Ricky. Con questo gruppo nel 2014 è stato pubblicato il disco Ridin’ Again che comprende canzoni scritte solo da Ricky Mantoan e che è stato presentato al Festival Internazionale Folkest. Il gruppo resta compatto fino al 2016, chiude Ivrea Estate, regalando al suo pubblico un concerto memorabile e suona a Bollengo il 17 settembre a scopo benefico pro terremotati.

Branco Selvaggio a Ivrea 8 settembre 2016

Branco Selvaggio a Ivrea, 8 settembre 2016

Ricky Mantoan nel 2016 trova un momento di celebrità mediatica trovandosi a suonare con Zucchero Fornaciari, il più importante musicista italiano di successo nel mondo, ma l’esperienza televisiva e l’Arena di Verona non lo distolgono dal proseguire il viaggio con il suo Branco e Gloria Berloso.
Nello studio di Borgomasino ha creato e registrato con Gloria molti brani, alcuni dei quali sono stati raccolti in un Album intitolato Because We Are, in pubblicazione nel 2017. Dopo la scomparsa di Ricky nel dicembre del 2016, il colpo è fortissimo per tutti ma a settembre del 2017 il Branco Selvaggio è più compatto che mai con l’entrata del bravissimo chitarrista Maurizio Strappazzon che Ricky già aveva designato suo erede naturale alcuni anni fa. Il Branco, da settembre ha suonato a Sala Biellese, Loranzè, Vigliano Biellese in Piemonte e a Concordia Sagittaria in Veneto.
Il Branco Selvaggio salirà sul palco del Giacosa il 14 dicembre 2017, e sarà accompagnato o coadiuvato da ospiti eccellenti che hanno diviso con Ricky Mantoan, palchi, dischi e pura amicizia. Dario Zara e Maurizio Strappazzon di Ivrea, Beppe D’Angelo di Biella, Luciano Costa di Casale Monferrato.
Ad un anno dalla sua scomparsa in memoria di Ricky Mantoan al Teatro saranno presentati il libro Ricky e due album discografici, dedicati al bravissimo e amato musicista. Un altro album è in lavorazione in California con la collaborazione di Gloria Berloso e comprende inediti con Ricky, il batterista del Branco, Beppe D’Angelo, e i grandi ex componenti dei The Byrds, Skip Battin e John York.

Family Tree 1988

Family Tree 1988

L’inizio del concerto è previsto alle ore 21.00 con ingresso gratuito dalle 20.30.
Al botteghino del Teatro troverete tutte le informazioni.

ottobre 17, 2017

Danilo Vignola ospite d’onore in estremo oriente

Il virtuoso lucano si esibirà in concerto per ukulele solo in Cina.

Quando artisti come Danilo ti mandano un messaggio per dirti che andrà in Cina all’ukulele festival ti fa comprendere quanta stima ci sia tra noi. Per me non è una sorpresa che questo splendido musicista d’ukulele sia arrivato ovunque portando innovazione e freschezza. Quando qualche anno fa mi era stato chiesto d’ascoltare l’album di Danilo e la sua band, avevo capito subito che Danilo Vignola avesse una vena artistica formidabile.
È previsto quindi a fine settimana di ottobre 2017 che all’Aquila Ukulele Festival in Cina, la partecipazione dell’ukulelista già campione mondiale nel 2010. Canton City con i suoi 13 milioni di abitanti, situata sulla costa meridionale dello stato, capoluogo di Guangdon, ospiterà i più grandi virtuosi a livello mondiale dell’ukulele che suoneranno nella Guangzhou Dinasty plaza and square, la prestigiosa piazza nel cuore della mega città.
Il festival è finanziato dall’Aquila Strings, leader mondiale per la produzione di corde armoniche per ukulele e non solo. La premiata società ha invitato ad esibirsi fra i big internazionali il lucano Danilo Vignola, artista insignito dagli Stati Uniti quale miglior suonatore di ukulele elettrico al mondo.
Non vedo l’ora di confrontarmi con i grandi mastri dell’estremo oriente e la ricca imprenditoria di settore” afferma Danilo Vignola. “Sto studiando da oltre un mese un repertorio più intimo, melodico basato su alcune mie composizioni e brani celebri, con un finale di pura sperimentazione, il tutto con un semplice bagaglio a mano”.
L’artista lucano, infatti, rappresenta ad oggi uno dei massimi sperimentatori dello strumento, in grado di proiettare la tradizione del mediterraneo nelle avanguardie più lontane ed inusuali con strumenti non convenzionali. Uno stile personale che nel corso degli anni è diventato oggetto di studio per la singolare unicità del fenomeno artistico e creativo contrapposta all’influenza classica dell’approccio compositivo.
La Cina rappresenta, ad oggi, il più grande mercato al mondo nel settore musicale dalle molteplici opportunità di business. Il Music China, la grande macchina organizzativa all’interno del quale ci sarà il festival a partire dal 27 ottobre per tutto il week end, ha registrato la scorsa edizione ben oltre 90.000 visitatori provenienti da 86 paesi diversi. Giunto alla sua 16a edizione, questo 2017 il Music China oltre a laboratori didattici (in cui sarà coinvolto anche Danilo Vignola), forum industriali, offre spettacoli di musica viva da tutto il mondo con i maggiori interpreti dell’innovazione. Il marketing legato al mondo dell’ukulele ed altri strumenti minori tende a superare, stando alle statistiche attuali, i classici strumenti convenzionali. Sta nascendo una nuova categoria di artisti, un business legato più alla comunicazione immediata di una musica in totale rottura con il passato, lontana anni luce dalla vecchia discografia che arranca attraverso i soliti classici. Lungimiranza, cultura unita alla tecnica, al talento ed alla creatività del poliedrico artista Danilo Vignola, fa sì che, ancora una volta, grazie al suo contributo, la Basilicata possa essere protagonista nel mondo con la musica e i suoi talenti. L’autentica dimostrazione che anche dalla provincia del sud Italia è possibile re-inventarsi, farsi leader nel proprio settore per lasciare un segno, portare una testimonianza di rilievo nel mondo. Fra i migliori con la propria firma.

 

 

 

agosto 22, 2017

BEAT FESTIVAL 2017 25-26-27 Agosto – 1° Settembre 2017 Parco di Serravalle a Empoli

FRANZ FERDINAND, ALBOROSIE,
THE ZEN CIRCUS, FAST ANIMALS AND SLOW KIDS,
NOVI, GIORGIO POI e molti altri

FRANZ FERDINAND

FRANZ FERDINANDO

Dopo lo straordinario successo delle precedenti edizioni torna il BeatFestival di Empoli con la sua terza edizione in scena al Parco di Serravalle il 25, 26, 27 agosto ed il 1° settembre 2017. Grande musica live, street food, dj set, birre artigianali per 4 giorni da vivere tutti d’un fiato a partire dalle 17 fino alle 2 di notte. Il programma dei concerti partirà venerdì 25 agosto con lo spettacolo di Alborosie & Shengen Clan, per poi proseguire sabato 26 agosto con l’esibizione di FastAnimals and Slow Kids, The Zen Circus e Tommaso Novi. Domenica 27 agosto invece spazio alla “Beat Night” grande concerto gratuito con il talento prepotente di Giorgio Poi ed altri artisti emergenti. Il gran finale invece è previsto, qualche giorno più tardi, per venerdì 1° settembre, con l’attesissima esibizione dei Franz Ferdinand. La grande band scozzese torna in Italia per una serata imperdibile, dopo 3 anni di assenza dai palcoscenici italiani.
Il Beat non è solo la grande musica sul palco principale. Confermatissima, anche per questa edizione anche la Jump Arena con una selezione di band emergenti e Dj, ogni giorno, a partire dalle 17,00. Non mancheranno street food con gustosissimi e coloratissimi food truck, con prodotti artigianali ulteriormente ampliati rispetto al già vario menu dello scorso anno, e le vaste zone dedicate allo sport che coinvolgeranno grandi e piccini fin dal pomeriggio. Come nelle precedenti edizioni tutte le aree saranno a ingresso gratuito tranne il Main Stage che presenterà tre grandi concerti a pagamento.
Nell’area dello street food come sempre, spazio ai migliori truck provenienti da tutta Italia che faranno gustare le specialità più disparate. Dal fritto passando ai panini gourmet, una via del gusto tra piatti tradizionali e favolose innovazioni culinarie servite da chef itineranti che faranno a gara per presentare i truck più belli e i prodotti più buoni. Confermatissime le birre artigianali con i migliori produttori d’Italia (e alcuni selezionatissimi internazionali) che faranno gustare le loro prelibatezze. Non poteva mancare anche quest’anno l’area sport: decine di società sportive del territorio si esibiranno al parco permettendo anche a grandi e piccini non solo di assistere, ma di interagire seguiti da istruttori. Dalla danza al judo, dalla pallavolo ala boxe, ce ne sarà per tutti i gusti. Nella Jump Rock Arena si esibiranno invece i migliori talenti, le band emergenti più in voga del panorama locale e nazionale, con un programma che dal primo pomeriggio arriverà fino a tarda sera con 3 dj set strutturati secondo generi musicali differenti (rock, elettronica, afro). Quasi 40 band si esibiranno sul palco, confermatissimi per i dj set Luca T. e Dj Stab, insieme a loro tantissimi altri.

BEAT 2017: I CONCERTI

25 AGOSTO: ALBOROSIE & SHENGEN CLAN + DJ ROLLOVER + TU SHUNG PENG + CHISCO BACKED BY JOKER SOUND
Venerdì 25 agosto arriva Empoli l’entusiasmante reggae di Alborosie  insieme a lo ShengenClan. Una serata che si tingerà di sonorità giamaicane. Sì perchè Alborosie, residente a Kingston, è l’ambasciotore del reggae italiano nel mondo grazie alla vittoria al Rototom Sunsplash e alla partecipazione di successo al Reggae Sumfest. Il suo ultimo album, “Freedom e Fyah”, ha una profonda influenza dub con tracce di dubstep e musica elettronica in alcuni pezzi. Un album che è stato tra i più venduti del 2016. Ad aprire la serata anche Chisco: artista nato musicalmente 14 anni fa, dopo un viaggio in Inghilterra che rivoluziona il suo modo di vivere e di vedere le cose intorno. Una volta tornato a casa si dedica con cuore ed anima alla musica; tanto allenamento, sacrifici, rinunce e poche parole se non quelle scritte sui fogli. Ci sono voluti 3 anni per realizzare “ITAL”, il suo nuovo album in uscita in autunno, ma prima avrete modo di ascoltarlo da vivo al Parco di Serravalle.  La TuShungPeng Crew, nata nel 2001, è sicuramente la crew più attiva nell’ultimo decennio in Toscana, con alle spalle 15 anni di esperienza nelle più svariate Yards, Clubs e Festivals d’Italia e oltre, promoter e produttori, due nuovi mixtape nella stagione 2015/2016, un set che va dal roots dub ska fino a spingere sui ritmi jungle/drum’n’bass. Le selezioni spaziano dal reggae alla dancehall, intervallando spezzoni hiphop, remix, senza pero’ mai tralasciare gli intramontabili foundations degli early years…uno spettacolo che vi farà danzare fino ad oltre l’ultima tune!!!

Biglietti disponibili a 18 euro + dp

26 AGOSTO: THE ZEN CIRCUS + FAST ANIMALS AND SLOW KIDS + NOVI
La serata di sabato 26 agosto invece sarà un evento unico che vedrà insieme il rock di due grandi band italiane che hanno conquistato il grande pubblico: The Zen Circus e Fast Animals andSlow Kids con l’apertura affidata al piano e voce di Tommaso Novi (ex Gatti Mézzi) per la sua nuova carriera solista. I Fast Animals and Slow Kids nascono a Perugia alla fine del 2008: quattro musicisti (Aimone Romizi, Alessandro Guercini, Alessio Mingoli e Jacopo Gigliotti) frequentano il liceo e suonano in band locali. Decidono di iniziare a scrivere canzoni in inglese e di provare insieme. Dopo aver tenuto qualche concerto e qualche difficoltà di percorso, scrivono i primi pezzi in italiano nel 2009, quando registrano l’EP “Questo è un cioccolatino” (To Lose La Track). Da lì inizia la loro scalata nell’universo del rock italiano che li ha portati a calcare i palchi più importanti dello stivale. Dopo otto dischi, un Ep e diciotto anni di carriera, The Zen Circushanno festeggiato la maggiore età con un nuovo grande disco di inediti, “La Terza Guerra Mondiale”. Quest’ultimo è il disco al quale hanno dedicato più tempo in studio, lavorando su ogni piccolo dettaglio, dalle melodie ai testi, dagli arrangiamenti ai suoni. “La Terza Guerra Mondiale” è il disco più “power pop” della band. The Zen Circus sono: Appino, Voce e chitarre. Ufo: Basso e voce. Karim Qqru: Batteria e voce. Tommaso Novi, in arte solo Novi, nasce a Pisa il 13 luglio 1979. Compositore, musicista e musicoterapista, si forma in pianoforte e composizione. Detiene una cattedra di Fischio Musicale (l’unico ufficiale in europa) presso la scuola G. Bonamici di Pisa. Con i Gatti Mézzi ha all’attivo sei produzioni discografiche, più di 700 concerti, una tournéé in Canada, concerti a Parigi e Bruxelles, un Premio Ciampi, un Premio Barezzi, un posto in finale al Premio Tenco, una candidatura ai Nastri d’Argento col brano “Morirò D’Incidente Stradale” e un Premio della Satira di Forte Dei Marmi. Ha collaborato con Dario Fò, Paolo Fresu, Stefano Bollani, Gipi, Ascanio Celestini, Bandabardò, Bobo Rondelli e Zen Circus. Il suo album di esordio, “Se mi copri rollo al volo” è la storia di come, per salvarsi la vita, si è rinchiuso in casa a giocare ai videogames.
Biglietti disponibili a 10 euro + dp

27 AGOSTO: BEAT NIGHT  (SERATA AD INGRESSO GRATUITO),  con GIORGIO POI, ANDREA MAESTRELLI, ANTONIO BOLLETTINO, DIEGO CONTI, EMMA MAESTRELLI

Domenica 27 agosto sul palco del Main Stage spazio ad un grande concerto gratuito con numerosi artisti, alcuni dei quali protagonisti della scena locale. Clou della serata il concerto di Giorgio Poi. Nato a Novara Giorgio Poi trascorre parte dell’infanzia a Lucca e poi a Roma. Appena ventenne si trasferisce a Londra, dove si diploma in chitarra jazz alla “Guildhall School Of Music And Drama”. Nel frattempo dà vita ai “Vadoinmessico”, con i quali pubblica il fortunatissimo album “Archaeology Of The Future” che li lancia in un tour che toccherà tutta l’Europa e anche gli States. Il progetto assumerà in seguito una nuova forma sotto il nome “Cairobi”. Dal 2013 vive tra Londra e Berlino, guardando all’Italia da lontano, e subendo il fascino di cui la distanza la impreziosisce. Così inizia a scrivere alcuni brani in italiano. Ne viene fuori un disco di canzoni d’amore personali, malinconiche e psichedeliche, uscite per Bomba Dischi a Febbraio 2017. In apertura Andrea Maestrelli, Antonio Bollettino, Diego Conti ed Emma Maestrelli.

Ingresso libero.

1 SETTEMBRE: FRANZ FERDINAND
Venerdì 1 settembre chiuderanno la terza edizione del Beat Festival i Franz Ferdinand al loro ritorno in Italia dopo 3 anni di assenza. Il meraviglioso Parco di Serravalle si trasformerà anche quest’anno in una delle più grandi location di spettacoli, DJ set, musica dal vivo e sport per una formula unica.
I Franz Ferdinand si formano nel 2002, affermandosi con il loro omonimo album di debutto, che conquista direttamente la posizione numero 3 della classifica inglese, vincendo nel 2004 un Mercury Prize e aggiudicandosi il titolo di ‘Album dell’anno’ di NME. Il loro secondo album, multi-platino, uscito nel 2005 intitolato “You Could Have It So Much Better” raggiunge le prime posizioni della UK chart e entra nella top 10 della Billboard 200 in America. Il terzo e acclamato album “Tonight”, vede la band impegnarsi in un tour mondiale di due anni, raggiungere la posizione n.2 nella classifica album e ancora una volta rientrano nella top 10 Billboard 200. Nel 2013 i Franz Ferdinand pubblicano un altro successo “Right Thoughts, Right Words, Right Action” che conquista i primi posti in tutta Europa. Vincitori di 2 Brit Awards, nominati 5 volte ai Grammy, contano più di 7 milioni di dischi venduti in tutto il mondo.
Biglietti disponibili a 28 euro +dp

Per informazioni è possibile consultare il sito beatfestival.net o la pagina facebook BeatFestival.

agosto 21, 2017

PETER HAMMILL

MERCOLEDI’ 15 NOVEMBRE 2017
PETER HAMMILL
Piano e Voce

Teatro “l. Candoni” Tolmezzo
ore 21:15

Peter Hammill

Peter Hammill

Artista con la “A” maiuscola e una delle voci più belle, emozionanti e versatili di sempre, Peter Hammill nasce a Londra nel 1948 e ottiene l’attenzione della scena rock internazionale negli anni Settanta come leader dei Van Der Graaf Generator, dei quali è cantante, chitarrista e pianista, e autore principale. La carriera del gruppo è costellata di scioglimenti e ricostituzioni, e Hammill intraprende parallelamente l’attività da solista, cominciata nel 1971 con e proseguita regolarmente per tutti gli anni successivi fino a oggi.
In una classifica ideale dei gruppi rock britannici più influenti negli anni Settanta, molto probabilmente non troveremmo nelle prime posizioni i Van Der Graaf Generator.

Van der Graaf Generetor

Van der Graaf Generetor

Eppure la band guidata da Hammill, fondata nel 1967 e attiva ancora oggi dopo le ripetute rinascite e cambi di formazione, merita un posto di riguardo nel panorama del rock per l’originalità sia delle scelte musicali sia dei temi trattati. Dal punto di vista musicale, infatti, pur essendo assimilati al filone progressive, la band è ben lontana dai barocchismi e dai virtuosismi dei gruppi loro contemporanei (Emerson Lake & Palmer e Yes, giusto per citarne due tra i più famosi). La musica è allo stesso tempo complessa ed essenziale, le atmosfere sono oscure e cupe (si potrebbe dfinirle “gotiche”) e riflettono i testi scritti da Hammill: l’ispirazione non deriva dalla mitologia e dall’epica (come per i Genesis) ma dal dramma interiore e dal malessere esistenziale. Ricorda Claudio Trotta, che organizzò il primo concerto dell’artista britannico nel 1987 a Genova: «Peter Hammill è un gigante della storia della Popular Music e ha segnato momenti importanti della Barley fra i quali ricordo con particolare emozione il concerto al Conservatorio, parte della rassegna di Musica Contemporanea Musica nel Nostro Tempo, durante il quale si cimentò in un pezzo a cappella, senza ausilio di strumenti né microfono, ipnotizzando l’intera platea di 1500 persone presenti.» L’ultimo lavoro da solista di Hammill è …All That Might Have Been…, uscito nel 2014; dopo Do Not Disturb (2016), il trentesimo album dei Van De Graaf Generator, il compositore è attualmente al lavoro su un nuovo capitolo della sua carriera solista.
Quella di Tolmezzo, unica data per tutto il Nord Est (le altre piazze sono Roma, Napoli, Terni, Chiari, Milano e Livorno) si profila come un nuovo grande appuntamento proposto da Folkest agli appassionati di musica della nostra regione.

  Prevendite: www.folkest.com
                      TicketOne
Angolo della Musica- Via Aquileia 89, UDINE tel. + 39 0432 505745
Agenzia Soprattutto Viaggi- Via Ermacora 5, TOLMEZZO (Ud) tel. + 39 0433 468268
Punto Verde – Via Matteotti 4/b TOLMEZZO (Ud) tel. + 39 0433 40114

aprile 16, 2017

Ciao Bruce, Mister Tambourine Man di Gloria Berloso

Bruce Langhorne è stato uno dei più importanti chitarristi degli anni ’60, in particolare nei primi anni del folk-rock. Lui è più noto per aver suonato su i primissimi dischi di Bob Dylan, in particolare Bringing It All Back Home del 1965 ovvero l’anno del passaggio di Dylan dal folk al folk-rock. Tuttavia, ha suonato con numerosi musicisti folk-rock nella seconda metà degli anni sessanta, tra cui Tom Rush, Richard & Mimi Fariña, Richie Havens, Gordon Lightfoot, Eric Andersen, Fred Neil, Joan Baez, e Buffy Sainte-Marie. Inoltre ha suonato con alcuni altri strumenti in concerti dal vivo con Bob Dylan, Judy Collins, i Fariñas, e altri; ha prodotto Ramblin’ Jack Elliott.
Ha anche lavorato su alcune colonne sonore, tra cui “Il Mercenario” (The Hired Hand) di Peter Fonda.
Langhorne ha sviluppato uno stile personale spesso utilizzando rapide triplette di note. Lo stile è nato in parte a causa di un incidente da bambino dove ha perso alcune dita. L’incidente ha limitato la gamma di tecniche da lui conosciute, costringendolo a concentrarsi sul ruolo di accompagnatore. Quando è nato il folk rock, Langhorne ha usato una chitarra acustica con un pick-up, in esecuzione attraverso un amplificatore Fender Twin Reverb, che ha preso in prestito dal chitarrista (e compagno polistrumentista) Sandy Bull. Influenzato da Roebuck Staples degli Staple Singers, avrebbe creato un effetto tremolo a tempo con la canzone. Il risultato è stato un suono, sia acustico ed elettrico di colore, molto adatto al periodo in cui rock e musica popolare si sono fuse. Langhorne è diventato una parte della scena folk di New York nei primi anni ’60, dove ha iniziato come accompagnatore al cantante folk Brother John Sellers, al Folk City Club di Gerde. Come risultato della sua costante presenza al club, ha iniziato con numerosi musicisti del Greenwich Village e a trovare lavoro come accompagnatore sia dal vivo che in studio. Una delle sue prime sessioni di registrazione la troviamo nel primo album per la Columbia di Carolyn Hester nel 1961, una sessione che comprendeva anche un allora non conosciuto Bob Dylan all’armonica. Langhorne poi ha suonato su alcuni album di Dylan, The Freewheelin’ 1963 e “Mixed Up Confusion”.
La più grande la fama di Langhorne deriva dal disco Bringing It All Back Home 1965 soprattutto per “She Belongs to Me,” “Love Minus Zero / No Limit” e “Mr. Tambourine Man “. Nella copertina dell’Album, Dylan scrive che Langhorne è Mr. Tambourine Man: “‘Mr. Tambourine Man,”penso, è stato ispirato da Bruce Langhorne. Bruce ha suonato la chitarra con me in tantissimi primi dischi. Su una session, il produttore Tom Wilson aveva chiesto di suonare il tamburello. E Bruce aveva questo gigantesco tamburello, è stato davvero grande. Era grande come un carro a quattro ruote. Langhorne era molto più di una nota interessante nella carriera di Dylan, però. Nella metà e la fine degli anni ’60 è stato sempre in studio, aggiungendo particolarmente importanti contributi ai due album Vanguard di Richard & Mimi Fariña. Ha fatto altre apparizioni importanti nel primo album elettrico di Tom Rush, il primo album di John Sebastian, di Joan Baez  e numerosi altri LP. Ha anche prodotto il primo album major di Ramblin’ Jack Elliott, 1968 di Young Brigham. Dai primi anni ’70 la sua opera di session era diventata meno frequente, anche se ha continuato a lavorare sulle colonne sonore, come accompagnatore dal vivo, e co-gestione di uno studio di registrazione con Morgan Cavett.

Ciao Bruce!

Bruce Langhorne è morto il 14 aprile 2017 in un ospizio a 78 anni. Era nato a Tallahassee in Florida l’undici maggio 1938.