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dicembre 9, 2018

Daimon 27 – “La luna e la città” – Recensione di Gloria Berloso

 Non sarebbe così difficile apprezzare la buona musica. Prepararsi uno stato mentale, cercare di dimenticare le proprie sofferenze, adagiarsi lentamente tra i meandri più o meno oscuri o conosciuti della musicalità interiore. In questo caso basterebbe una chitarra, aiutata a volte da una architettura armonica sempre pura ed intimistica, ed una voce ben impostata che sappia raggiungere toni alti e vibranti così come quelli rochi e profondi. Luca Dai, potrebbe riassumere il mio pensiero e le carte in regola ce le ha.
 Non conosco l’ambiente dove è cresciuto ma capisco attraverso le sue canzoni che ha maturato la sua interiorità con la musica nella mente, nel cuore e nel cervello.

 

 La grafica della copertina molto delicata è nata dalle mani di Floriano “Canotta” Bitturini!

 

 

La luna e la città

 Cielo, luna e la città sono i grandi protagonisti di questa copertina, in una immagine suggestiva. Il significato va oltre i confini culturali e sembra voglia portare il nucleo del problema sul rapporto che esiste tra l’uomo e l’universo nel quale vive, ama e lavora.

 Raramente arriviamo a cogliere sensazioni ed ammirare una dimensione ambientale vasta, dato che tutti noi scegliamo come modulo di vita lo spazio limitato e ristretto della città.

 La Luna e la Città è stato registrato, mixato e masterizzato da Davide Lasala e Andrea Fognini presso EDAC studio dal 16 al 20 marzo 2018.

Produzione artistica: Davide Lasala

Arrangiato da: Luca Dai, Luca Bossi, Luca Stignani e Davide Lasala

Luca Dai: voce e chitarra acustica

Luca Bossi: pianoforte, rhodes, hammond e synth

Luca Stignani: batteria

Davide Lasala: chitarra elettrica e basso

Track list:

1 NEVE (LUCA DAI) 2:23

2 BENVENUTO INVERNO (LUCA DAI) 2:51

3 LA LUNA E LA CITTA’ (LUCA DAI) 2:34

4 LE NOSTRE ALI ( LUCA DAI) 3:20

5 COMO E’ DISTRUTTA (LUCA DAI) 3:27

6 SMOG (LUCA DAI) 3:17

Luca Dai

 Luca Dai ha all’attivo una corposa attività live nel circuito roots-folk e alcune collaborazioni di rilievo, come quelle con Rex Foster, Eric Taylor e The Tarantula Waltz. Il suo maestro e amico Claudio Rocchi, in una intervista nel 2011 lo ha definito “songwriter strasolato con la luna alta nel cielo. Nel 2013 sotto il nome Lupaz ha stampato il cd “Viaggio spaziale”. Nel 2015 è uscito un Ep di 4 canzoni registrato all’EDAC studio di Fino Mornasco (CO) con la produzione artistica di Davide Lasala (Vanillina) e accompagnato da Alberto Motta, Luca Bossi (Edda, Dilaila), Lou Capozzi (Vanillina) e Alessia Pasini (Inis Fail). Nel 2016 ha suonato l’armonica in una canzone di Massi Lanciasassi (The Leeches), inserita nel doppio disco tributo a Speedy Angel dei Potage “Una Hofner rosso mefitico”. La sua canzone, Mr Mistero è presente nel disco tributo a Claudio Rocchi “Una fotografia”, registrato dal vivo a Milano il 18 giugno 2016 . Nell’ottobre 2016 ha scritto assieme a Rex Foster la canzone: “Lover, I’m coming for you” inserita nel disco dell’artista texano che uscirà a febbraio 2019. In questa canzone ha suonato il dobro Cindy Cashdollar che troviamo nei dischi di Bob Dylan, Van Morrison e altri grandi artisti. Nel Natale 2016 è uscita la canzone “Santa is surfin’ (again)” dei The Wavers, dove Luca suona l’armonica e canta. A febbraio 2018 è uscito su Bandcamp l’album: “ROMA CAPOVOLTA”, con la partecipazione di Rex Foster e Edda Terra DiBenedetto ed altri amici.

 Il 21 dicembre uscirà il suo nuovo EP registrato e prodotto all’EDAC studio di Fino Fornasco con Davide Lasala (Giorgieness), Luca Bossi (Edda) e Luca Stignani alla batteria.

L’etichetta sarà la You Can’t Records.

 

 

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dicembre 2, 2018

RIFLESSIONI D’AUTORE: GERARDO TARALLO

Nel nostro percorso di vita spesso accade d’incrociare persone eccellenti con le quali riesci ad intrecciare relazioni che rimangono intatte nel tempo. L’intelligenza, il rispetto, la capacità intellettuale e l’umiltà per me sono sempre i punti di forza per rendere più solido e onesto, un rapporto di amicizia e anche, perché no di collaborazione.
Tra la fine del 2010 e gli inizi del 2011, sulla mia strada ho incrociato alcuni artisti di spessore con i quali ho diviso emozioni, gioie, sintonie e soddisfazioni. Grazie alle collaborazioni con questi personaggi dell’arte ho vissuto in maniera più intensa il mio rapporto con la musica che non mi ha lasciato mai sola.
L’arma più importante anche se invisibile è sempre stata la stima reciproca. Uno di questi artisti è il Maestro Gerardo Tarallo, persona schiva perché non ama stare sotto i riflettori ma importante nel suo ruolo di Autore, Compositore, Arrangiatore e Direttore d’Orchestra.

GERARDO TARALLO

GERARDO TARALLO

La sua biografia è ricca di avvenimenti e di collaborazioni di grande rilievo.

Gerardo Tarallo ha compiuto a Napoli gli studi musicali di chitarra e armonia con Giorgio Frank, Lello Giaquinto, Nicola Fariselli e Mario Gangi.
A Milano nei primi anni ’70 ha iniziato come autore e music-maker presso la casa discografica Durium, subito apprezzato da musicisti come Marcello Minerbi, Pino Calvi, Tony De Vita e Armando Sciascia.
Arrangiatore di artisti italiani e stranieri è autore di numerose canzoni e sigle TV, musiche per spettacoli teatrali, musiche per trasmissioni radiofoniche e canzoni per bambini.
Nel 1972 la sua canzone “La mente nuda”, interpretata da un giovanissimo PAOLO DEL PONTE, rappresentò l’Italia all’Eurofestival di Lisbona.
La canzone si classificò sesta e, nel tempo, ha avuto diverse versioni di interpreti internazionali: il cileno ANTONIO PRIETO, lo spagnolo JOSE’ BERTRAND, il canadese RICK DANKO, la giapponese AGNES CHAN, l’italo-americano SAUROH ROMOZ, la cinese LI XIAO e l’italiano CARLO FONTANA.
E’ stata la canzone più suonata sulle grandi navi negli anni ’70 e ’80 ed è tra gli evergreen internazionali.
Per ELISABETTA VIVIANI ha arrangiato 8 album tra i quali è contenuto il brano “C’è” che partecipò al Festival di Sanremo del 1982 (6° posto).
Nel 1981 ha arrangiato per la Durium l’unico album di canzoni registrato dall’attore PIERO MAZZARELLA “Un poo per rid e un poo per minga piang”, scrivendo col grande artista cinque brani.
Nel 1982 ha scritto arrangiato il brano “Come sarà domani” interpretato da GIANNI PETTENATI, sigla della serie TV “Una vita da vivere” in onda su Canale 5 (38 puntate).
Ancora per GIANNI PETTENATI nel 1984 ha arrangiato la versione Disco-dance di Bandiera gialla.
Ha scritto e arrangiato nel 1987 la sigla storica del BIMBOFESTIVAL “Noi siam quelli” e nel 1991 la sigla “Verde pistacchio” per Junior TV, due sigle-cult per bambini.
Nel 1992 ha arrangiato e diretto a Sanremo Giovani la cantante FRANCESCA BASILE con la canzone “Principessa”.
Nel 1994 ha arrangiato, scritto e diretto il brano “Dove mi porta il cuore” per FRANCESCA BASILE al Festival di Castrocaro.
Nel 1996 ha scritto la sigla della trasmissione televisiva “L’uomo e il mare” di Folco Quilici in onda su RAI UNO andata in onda per due anni consecutivi.
Nel 2005 ha scritto e arrangiato le musiche per la trasmissione “Tutti i colori del giallo” (24 puntate) in onda su Radio Due RAI.
Nel 2006 ha scritto e arrangiato le musiche del programma “Lupo Alberto un Lupo alla radio” con Enzo Iacchetti, Lella Costa e Gianni Fantoni in onda su Radio Due RAI (28 puntate).
Nel 2013 ha scritto e pubblicato il volume “Metodo teorico-pratico per l’Arrangiatore”.
Nel 2014 ha arrangiato il CD “Sunrise” per l’Artista internazionale MARIANA PREDA, virtuosa del flauto di Pan, in cui ha scritto anche due brani.
Nello stesso anno ha collaborato musicalmente con il famoso pianista SANTE PALUMBO alla stesura del “Manuale di Jazz progressivo e immediato”.
Nel 2015 ha scritto e pubblicato il volume “Come avvicinare il bambino alla musica”.
E’ stato presente all’EXPO 2015 con “Luna bianca”, un brano musicale realizzato con la grande orchestra, scritto per uno dei dieci grandi eventi dell’EXPO per il quale ha ricevuto nel 2016 a New York il premio “Great work”. Il brano è stato inserito tra i sottofondi dei Compositori Moderni nei prestigiosi saloni del MUSEO della MUSICA di PRAGA.
Nel 2017 ha scritto e pubblicato il “Dizionario degli strumenti musicali- Dalla A alla Z “.
Nel 2018 ha arrangiato il CD “Come un film in bianco e nero” con 8 suoi brani interpretati da CARLO FONTANA. Nello stesso anno ha realizzato e arrangiato con la grande orchestra il CD pop-lirico “Amare ancora” per la soprano DENIA MAZZOLA GAVAZZENI in cui ha musicato 8 testi della famosa artista.
Il disco gli è valso il Premio “Super Pop Lyrique”assegnato a Parigi dal quotidiano Le Monde il 1° dicembre 2018.

Ha lavorato per Durium, Panarecord, Ricordi, Duck, R.C.A., Joker, Ri Fi, Topkapy, CGD, I.M.I., Five, Lariana, LF koop, EMI, MAP, Wep, SAAR- Disco Più, Brad, Halidon..

Direttore Artistico della manifestazione “Tuttofolk” (dal 1977 al 1980), della Peter Pan Production, (dal 1992 al 2000), del Martesana Rock (dal 2000 al 2004), del Premio Sergio Endrigo del 2011, del Premio Giovanni D’Anzi e dell’Ambrogino d’Oro (dal 2016) e, dal 1987 ad oggi, del Bimbofestival.

E’ stato Direttore Artistico di importanti etichette discografiche e case di produzione alternando l’attività di didatta in Scuole e Accademie Musicali.

Dal luglio 2018 è consulente musicale e produttore della SAAR RECORDS, storica ed importante etichetta che ha lanciato Tenco, Celentano, Jannacci, Dallara, Battiato, Leali e tantissimi altri importanti interpreti della storia della musica.

La bellezza di questa professione è che non conosce età e resiste nel tempo. I suoi attori continuano a crederci. Gerardo Tarallo con il prestigioso Premio ricevuto a Parigi e il passaggio alla SAAR, mi ha comunicato che intende proseguire nella sua opera senza sosta. Il prossimo anno sarà il direttore artistico e curatore, sezione musica di: Bimbo Festival, Premio D’anzi, Cantemm Insemma, Premio Giulio Perotti Musica & Poesia, l’Ambrogino d’Oro.

 

 

Gloria Berloso nasce a Gorizia, Friuli Venezia Giulia. La musica è la sua seconda lingua sia che l’ascolti sia che la interpreti. Dal 1984 promuove la cultura e l’insegnamento della storia della musica con concerti, libri, seminari, dibattiti, dischi e video. Scrive poesie da sempre: alcune sono state pubblicate in una raccolta dedicata ai poeti contemporanei. Tutte le persone coinvolte in un progetto di diffusione artistica e culturale portano un messaggio di “crescita culturale”.

Ha scritto numerosi articoli e recensioni per artisti italiani ma anche internazionali su riviste online e bimestrali su carta. Ha un blog personale che cura da anni e che si occupa di musica folk in particolare. L’attività prevalente per passione e amore, è la musica. Come Gloria and Ricky ho avviato un importante progetto artistico che comprende canzoni di Ricky Mantoan, Sandy Denny, Leonard Cohen, Richard Thompson, Byrds, John Prine, Pete Seeger, Bob Dylan ed altri. Nel 2017 ha scritto il libro “Ricky” e prodotto l’album “Because We Are” dedicati a Ricky Mantoan, scomparso il 14 dicembre 2016. Nel 2018 ha scritto il libro La cultura musicale (cento anni di storia, lo stile e le sue espressioni).

Eventi principali

Far-Rock (1990-1991-1992), festival rock per gruppi emergenti

Live Music for Africa (2001) – 4 giorni di folk music in qualità di organizzatore

Musicoo 2002 (teatro) – Rassegna musiche d’Europa in qualità di organizzatore e direttore artistico

Bravo! Web magazine canzone d’autore e musica di qualità (dal 2009 ad oggi), critico musicale, articolista, promotore artistico.

Premio Sergio Endrigo (2011) – giuria

Lineatrad (da gennaio 2012 ad oggi), giornalista musicale

Manifestazione Bimbo Festival (2012) – giuria

InOgniDove Piemonte- rivista bimestrale

Silenzio, parla il parco – Concerto con Ricky e Gloria (Novara 2015)

Selezione Premio Alberto Cesa Folkest Festival (2015) – giuria

Discografia

Ridin’ Again – Branco Selvaggio 2013 CD

Because We Are – Gloria and Ricky 2017 CD

Libri

Sentire – Poesie 2014 Pagine srl – Roma

Ricky – Biografia, storia e canzoni 2017-2018 (Studio Stemma – Ge) – ED. Youcanprint

La cultura musicale 2018 – ED. Youcanprint

novembre 29, 2018

“Super Pop Lyrique 2018” al Maestro Gerardo Tarallo

Sabato 1 dicembre alle ore 18, a PARIGI, presso la Sede del quotidiano LE MONDE in Bd Auguste Blanqui, 80, verranno consegnati i Premi “Super Pop Lyrique 2018”.

Tra i premiati il M.° Gerardo Tarallo per la sua attività di Compositore e Arrangiatore classico-pop.

Gerardo Tarallo

Gerardo Tarallo

Autore, Compositore, Arrangiatore, Direttore d’Orchestra.
Ha studiato a Napoli chitarra e armonia con Giorgio Frank, Lello Giaquinto, Nicola Fariselli e Mario Gangi.
Nel 1970 è a Roma music-maker nel giro di Stelvio Cipriani, Elvio Monti e del cantautore Piero Ciampi.
A Milano nel 1971 inizia come autore e music-maker presso la casa discografica Durium, apprezzato da musicisti come Marcello Minerbi, Pino Calvi, Armando Sciascia, Tony De Vita.
Nel 1972 la sua canzone “La mente nuda” rappresenta l’Italia al Festival Europeo di Lisbona. Il brano ha avuto a tutt’oggi ben 6 versioni internazionali. Arrangiatore di artisti italiani e stranieri è autore di numerose canzoni e sigle TV, musiche per spettacoli teatrali, musiche per
trasmissioni radiofoniche, musical e canzoni per bambini.
E’ stato Direttore Artistico della Manifestazione “Tuttofolk” ( dal 1977 al 1980), della Peter Pan Production (dal 1992 al 2000), della rassegna “Martesana Rock” (dal 2000 al 2004), del “Premio Sergio Endrigo” del 2011 e, dal 1987 ad oggi, della Manifestazione “Bimbofestival”.

Gerardo Tarallo e Paola Bertassi

Gerardo Tarallo e Paola Bertassi

 

Elisabetta Viviani e Gerardo Tarallo

Elisabetta Viviani e Gerardo Tarallo

 

 

 

 

 

 

 

 

Premio Sergio Endrigo con Massimo Cotto e Gloria Berloso

Premio Sergio Endrigo con Massimo Cotto e Gloria Berloso

 

 

 

 

 

 

 

 

 

E’ stato inoltre consulente artistico e Autore della Durium, della Panarecord , della Start e membro della Giuria di Sanremo Giovani.
Ha lavorato per Ricordi, Duck, R.C.A., Joker, Ri Fi, Topkapy, G.A.P., CGD, I.M.I., Five, Lariana, LF koop, Estate Record, Ariston, I.A.F., EMI, Wep, Disco Più, Tikle, Bread, Heart, Forever, Halidon, M.A.P. E’ stato Direttore Artistico della Manifestazione “Tuttofolk” ( dal 1977 al 1980), della Peter Pan Production (dal 1992 al 2000), della rassegna “Martesana Rock” (dal 2000 al 2004), del “Premio Sergio Endrigo” del 2011 e, dal 1987 ad oggi, della Manifestazione “Bimbofestival”.
Ha pubblicato vari metodi musicali alternando anche l’attività di didatta.
Dal 2002 al 2018 è stato Direttore Artistico della label milanese Musicisti Associati Produzioni M.A.P.
Per EXPO 2015 ha scritto e arrangiato il notturno per grande orchestra “Luna Bianca” ricevendo la menzione di plauso dalla Giuria di Qualità.
Arrangiatore di artisti italiani e stranieri è autore di numerose canzoni e sigle TV, musiche per spettacoli teatrali, musiche per trasmissioni radiofoniche e canzoni per bambini.
Dal 2019 il Maestro sarà nuovamente direttore artistico della Manifestazione “Bimbofestival” e la discografia della Manifestazione sarà curata da Saar Records, la celebre è importante etichetta discografica creata dal niente dai fratelli Guertler. Walter Guertler, il fratello maggiore è stato un pioniere della discografia italiana, protagonista assoluto di una stagione di grandi fermenti musicali e culturali a cavallo tra gli anni 50′ e 60′, ha fatto conoscere agli italiani i grandi protagonisti del Jazz made in USA, cantanti come Celentano, Leali, Dallara, Gagliardi, Di Bari, Ferri. Fece conoscere al pubblico Enzo Jannacci, Luigi Tenco, Franco Battiato ed Herbert Pagani.

Al Maestro e grande amico Gerardo Tarallo le mie più sentite congratulazioni.

Gloria Berloso

ottobre 22, 2018

I Dhoad Gypsies of Rajasthan celebrano una cultura che molti ritengono sia l’origine ancestrale dei Romani. Amrat Hussain: L’arte e la musica sono come profumi che non distinguono tra diversi tipi di persone. Ogni essere umano è attratto da odori meravigliosi e ha bisogno di loro per la salute spirituale.

I Rom, conosciuti come Gypsies, sono l’esempio per eccellenza di un gruppo etnico nomade che si è stabilito in una moltitudine di luoghi, pur mantenendo un’identità collettiva relativamente coesa. La cultura Rom può fornire una finestra sull’importanza, le difficoltà e i benefici di abbracciare e contribuire a un’umanità collettiva, preservando e celebrando il carattere distintivo culturale.
Eseguendo una raccolta di canzoni, musica e danze classiche e popolari, i Dhoad Gypsies of Rajasthan celebrano una cultura che molti ritengono sia l’origine ancestrale dei Romani. Questa antica eredità musicale e orale serve per intrattenere, da un lato, e preservare e propagare la storia e le sue lezioni, dall’altro.
Centrati attorno a quattro fratelli che onorano gli insegnamenti dei loro antenati, i Dhoad Gypsies of Rajasthan si sono esibiti in oltre 100 paesi e hanno collaborato con innumerevoli musicisti in tutto il mondo. La loro nuovissima produzione e il tour negli Stati Uniti invitano un pubblico nordamericano nella misteriosa vita di artisti che viaggiano nel deserto delle tribù del Rajasthan con il suo palcoscenico vibrante, i ritmi accattivanti e le melodie e il messaggio profondamente compassionevole di un’umanità condivisa che è stata raccolto da secoli di prove e festività.

In questa intervista, Rahis Bharti – il regista della band e il giocatore di Tabla – è affiancato dal fratello Amrat Hussain – il percussionista e il suonatore di Tabla del gruppo – per discutere l’importanza della musica e della cultura come mezzo per preservare le lezioni della storia, formando legami tra e all’interno delle comunità e celebrare una cultura di condivisione e ospitalità. Nei nostri tempi di guerra, disordini politici, cambiamenti climatici, insicurezza del posto di lavoro e crescente xenofobia, queste lezioni sono vitali, in particolare negli Stati Uniti.

Descrivi il tuo background e il tuo patrimonio. Qual è la storia dei musicisti in Rajasthan?
Rahis Bharti: i Rom, noti come “Zingari”, sono viaggiatori, intrattenitori, cantastorie e insegnanti che gli esperti ritengono provengano dalla mia città natale nel Rajasthan, in India.
I miei fratelli e io provengo da un lignaggio di musicisti che risale a più di sette generazioni. La nostra famiglia proveniva dal piccolo villaggio di Dhod, nello stato del Rajasthan, in India, e serviva i Maharaja (re e regine) nei loro tribunali e oltre.
Secoli fa, quando l’India era una collezione di regni, i musicisti avevano diversi ruoli molto importanti che trascendevano il semplice intrattenimento; hanno raccontato, difeso e diffuso la storia di famiglie, comunità e monarchi. Come emissari e rappresentanti dei loro antenati, trasmettevano la conoscenza umana – sia le gioie che le tragedie – attraverso il canto e la danza. Infine, i musicisti commemorerebbero le tradizioni e svilupperebbero legami tra i popoli. Continuiamo questa tradizione oggi, anche se su una scala molto più ampia.
Quando i Dhoad degli Zingari del Rajasthan visitarono la Francia, la Romania, la Macedonia, l’Ungheria e la Spagna, fummo piacevolmente sorpresi di incontrare persone rom che avevano tradizioni, ritmi musicali e persino elementi di linguaggio simili alla nostra. Gli zingari sono ispirati a culture diverse e incorporano diverse saggezze nella musica, nella narrazione e nella danza per diffondere gioia, conoscenza e storia.
Come si mettono insieme le persone?
Amrat Hussain: L’arte e la musica sono come profumi che non distinguono tra diversi tipi di persone. Ogni essere umano è attratto da odori meravigliosi e ha bisogno di loro per la salute spirituale.
Come Rajasthanis, conosciamo molto bene i conflitti politici e la questione della migrazione. Lasciare una casa è estremamente difficile, sia dal punto di vista emotivo che da quello fisico, tuttavia è spesso necessario per sopravvivere. Pertanto, l’atto più bello, empatico e umano è mostrare ospitalità, compassione e calore ai migranti. Questo è il messaggio che inviamo a Dhoad Gypsies of Rajasthan: aprire una porta, un cuore, una città o un paese è il regalo più prezioso per i nostri simili.
In gran parte a causa dello stile di vita nomade Rajasthani / Romani e della conoscenza che offre, abbiamo a lungo disperduti pregiudizi legati al colore della pelle, alla religione e così via e invece abbracciamo le vaste differenze tra le persone come catalizzatore di curiosità e crescita e le nostre comunanze come fonte per empatia e cameratismo.
Quando ti esibisci in India, il tuo pubblico può capire i testi delle tue canzoni e ha familiarità con i brani.

Cosa puoi fornire a coloro che non possono?
RB e AH: le vibrazioni e le melodie positive sono le stesse per tutte le persone in tutto il mondo. Quando trasmetti felicità, gioia e amore i cuori delle persone sono toccati e aperti agli altri. Questa è una lezione profonda che può essere raccolta dopo secoli di viaggi, che sono stati purtroppo conditi con discriminazione e persecuzioni: la grande maggioranza degli uomini, indipendentemente dal colore della pelle, dal sesso, dalla religione o dalla nazionalità, cerca amore, cameratismo e crescita reciproca.
Nella nostra era moderna in cui il mondo è connesso come mai prima d’ora, la nostra band offre una finestra su queste lezioni per migliaia e persino milioni di persone che non potevano accedervi in passato. Inoltre, il nostro successo ha ispirato artisti e musicisti del Rajasthan a investire nella nostra cultura e patrimonio nativo.

Qual è il tuo messaggio agli americani?

RB e AH: l’America è l’impero globale e quindi responsabile del benessere di gran parte dell’umanità. Invece di concentrarci sulle divisioni e sul tentativo di segregare, noi di Dhoad Gypsies of Rajasthan celebriamo le nostre differenze come mezzo per imparare gli uni dagli altri, collaborando e crescendo. Il nostro eclettico gruppo di musicisti, cantanti, ballerini e artisti di talento trasmettono questo messaggio di flessibilità, adozione ed espansione.

Veniamo da una famiglia di musulmani [che è stata] convertita con forza dall’induismo all’islam durante il controllo moghul del subcontinente indiano. Di conseguenza, la nostra famiglia ha imparato la bella tradizione Sufi e l’ha incorporata nella nostra pratica musicale; cantiamo canzoni spirituali indù e musulmane nei templi e nelle moschee, rispettivamente.

La band è una raccolta integrata di musulmani e indù provenienti da tutti gli angoli del Rajasthan e che lavorano in cooperazione. Rispettiamo le rispettive culture e tradizioni e le celebriamo insieme. La nostra forza deriva dal preservare il nostro patrimonio e dall’introdurre innovazioni come risultato delle fusioni con gli stili musicali che incontriamo durante i nostri viaggi. Crediamo che uno degli obiettivi più importanti di ogni individuo sia quello di contribuire a un collettivo, sia esso una famiglia, una comunità, una città, un paese o tutta l’umanità.

Dalla nostra esperienza, il nostro messaggio è contagioso. Inizialmente, le persone tendono a rifiutare gli alimenti a cui non hanno familiarità, ma una volta che ottengono un assaggio – sono venduti! Abbiamo fede che chiunque sia esposto alle nostre manifestazioni di amore, gioia e la celebrazione sarà deliziata e persino trasformata. Queste lezioni sono fondamentali per promuovere una cultura di accettazione, cooperazione e ospitalità.

Abbiamo avuto difficoltà a venire negli Stati Uniti. Inizialmente il governo americano non ci concedeva visti perché credevano che non eravamo abbastanza famosi (era quello che ci è stato detto), anche se abbiamo già suonato oltre 1200 concerti in tutto il mondo e davanti a dignitari come la regina Elisabetta, il presidente Macron di Francia e il Primo Ministro dell’India. Non verremo ad invadervi, abbiamo detto ai funzionari americani, e non abbiamo bisogno dei vostri dollari o di voler vivere nel vostro paese. Infine, ci è stato concesso il visto d’ingresso, anche se abbiamo dovuto cancellare diverse esibizioni sulla costa orientale a causa del ritardo.

Come percepisci la lotta degli indigeni di questa terra – i nativi americani?

RB e AH: il pericolo più grave per un collettivo è perdere la sua identità culturale unica. L’unico modo per proteggere quell’eredità è celebrare e condividere con il mondo e insegnare le storie e le tradizioni ancestrali orali e scritte alle nuove generazioni.

Siamo consapevoli che questo è più facile a dirsi che a farsi, specialmente quando un collettivo è sotto attacco, ma dalla nostra esperienza, una ferma convinzione in questi obiettivi è l’unica possibilità che prevarrà. Come viaggiatori, troviamo sempre abbastanza persone che sostengono il nostro stile di vita nomade. Ricambiamo fornendo la nostra energia, abilità, talenti e conoscenza storica.

 

Fonte: YoavLitvin.com

ILBLOGFOLK

 

settembre 18, 2018

Big Jay McNeely “Clacson”

La morte del sassofonista Big Jay McNeely, vinto dal cancro all’età di 91 anni, domenica 16 settembre, chiude la porta all’esplosione del R & B che nel dopoguerra ha cambiato il mondo. McNeely era l’unico artista sopravvissuto di quell’era profondamente rivoluzionaria, e l’ha sintetizzato con una musicalità elegantemente aggressiva, conosciuta come “clacson”, che ha posto le basi per il rock and roll e ha dato il via a una mania nazionale attraverso un’orda di reazioni con l’elettrizzante debutto nel 1948 di “Deacon’s Hop”.


Uno showman impareggiabile che soffiava il suo sax tenore disteso sulla schiena, che si aggirava per la pista da ballo, camminando lungo il bar o in strada. Big rappresentava una metodologia perfezionata che eseguiva con una precisione quasi chirurgica stimolando i suoi ascoltatori in modo eccessivo tanto da scioccarli.
Nato a Los Angeles il 29 aprile 1927, McNeely ha suonato jazz, da adolescente a fianco di Sonny Criss, ha studiato teoria con l’uomo di punta della RKO Studios, Joseph Cadaly. Los Angeles è stata l’epicentro di un’epidemia febbrile del R & B e il marchio mutante e ipnotizzante di McNeely di sostenere una singola nota per cinquanta battute di musica, suonare una canzone per un’ora dritta, tormentare gli ascoltatori con astuto impiego di note e numeri ripetitivi. Rapidamente lo ha stabilito come una delle forze chiave dell’espressione musicale.


Dopo che “Deacon’s Hop” ha superato la classifica R & B, McNeely ha scatenato una raffica di singhiozzanti single con titoli del calibro di “The Goof”, “Strip Tease Swing”, “Nervous Man Nervous”, “Teen Age Hop”, “Let’s Work” e la dose più selvaggia e truculenta di sax frenetico mai perpetrato, la “3-D” piatta e sbalorditiva. La stampa lo chiamava “Big Jay McSquealy”, “Go Go Go Man”, “Diacono di Tenore Sax” e “Re degli Honkers”.
  Mentre il ritmo di McNeely è diventato zoppicante per l’ascesa del rock and roll, è riuscito a liberarsi di un altro mostro hit, “There Is Something on Your Mind” del 1959, la ballata vocale. Ciononostante, il suo ruolo nella storia rimane incrollabile quanto la sua musica è irresistibile e ha continuato a registrare, pubblicando un nuovo album nel 2016; ha lavorato a livello internazionale fino a giugno di quest’anno.
Big ha lanciato note alte e note basse, ha creato eccitazione con loro, facendo muovere tutte le persone sedute attorno a lui.


                                “Quindi fai muovere tutti in casa, questo è quello che devi fare. 

          Le persone non sanno cosa sia, ma quando lo sentono, lo sanno. Per me, è l’anima”.

 

Gloria Berloso

La Cultura Musicale

La Cultura Musicale

agosto 18, 2018

CLAUDIO LOLLI …. Ci sono le dita di Dio stamattina nel cielo e ti stanno disegnando una buona giornata in cui ci sarò, ci sarai, ci saremo e ci potremo toccare chiedendo: com’è andata?

Claudio Lolli,
nasce a Bologna il 28 marzo 1950. Lolli è il cantautore che incarna meglio questa espressione. È l’interprete che fin dal suo esordio nel 1972 pone davanti lo spirito di una maturità acquisita e che si modifica in meglio con il tempo. Con i primi due LP riesce ad imporsi come uno tra i più significativi cantautori italiani. Aspettando Godot e Canzoni di vita, canzoni di morte riescono a far comprendere la sua idea, che non esula da un determinato impegno politico e umano. I suoi dischi destano sempre un enorme interesse con dei testi molto importanti che definirei pura poesia. Spesso Lolli li recita. Ogni parola appare veramente sentita ed ha uno scopo ben specifico. Sebbene Claudio Lolli sia considerato un intellettuale, il suo linguaggio è semplice, non si arrichisce di inutili virtuosismi e questa sua limpidezza la trasferisce anche quando si pone in pubblico o in osteria con chiunque li chieda di parlare e bere un bicchiere di vino. È tra i pochissimi cantautori che esclude la base ritmica per esibirsi in quanto non ce n’è bisogno. La melodia è costruita lasciando in sospeso gli strumenti a corde di vario tipo. Una scelta ben curata per lasciare spazio alla bella e personale voce dal timbro caldo e piacevole in ogni brano. Le parole chiave sono dette con uno spirito diverso, a volte sono incisive, altre volte sono sussurrate.
Lolli, sebbene cullato da Guccini e frequentatore della scuola romana al Folkstudio, è completamente diverso da tutti gli altri cantautori; è nettamente fuori da ogni linea musicale nettamente prestabilita e diventa a sua volta caposcuola di una corrente nuova. In lui, l’intesa tra uomo ed artista coincide laddove impegno politico ed amore per l’arte hanno finalmente il sopravvento. ‘Aspettando Godot’ con le sue 10 canzoni, contribuisce a far comprendere questa intesa fin dall’inizio del suo percorso artistico. Ogni uomo vive la sua vita aspettando qualcosa. Con ‘Michel’ racconta la sua amicizia da bambino finita male perché, raggiunta la maturità, ognuno segue i suoi ideali e la sua strada. Claudio fa capire che vivere, costa una certa fatica, perché la vita è tutta uguale con dispiaceri e guai che ti perseguitano sempre. Vorrebbe andare su un’isola per essere veramente libero ma la gelosia degli altri lo impediscono. Lo racconta nella bellissima canzone ‘L’isola verde’, ed è probabilmente, un pensiero che molti altri hanno in un determinato periodo. Isolarsi non significa fuggire, è solo necessario ritrovare la propria libertà mentale. Claudio è il portavoce di una classe di persone che hanno tutti questa indole incontrollata. Con ‘Quelli come noi’ separa gli altri che invece se ne fregano e si divertono ugualmente.
La tematica di ‘Angoscia metropolitana’ si avvicina molto a quella espressa da Paul Simon in ogni suo verso. Quello che resta, è una storia d’amore che finisce in delusione dove sfocia un chiaro pessimismo. Parlando della morte, Lolli racconta che non lascia scampo, niente sfugge alla morte e all’oblio del nulla. Il pessimismo di Lolli è del tutto radicale, investe la natura delle cose, la reale importanza di comunicare le esperienze.
Lolli tocca esperienze reali e temi spesso che molti preferiscono sorvolare; la storia del ragazzo che si suicida durante il periodo di leva e l’ipocrisia del dolore e, il dolore di questa ipocrisia (Morire di leva). Qualsiasi canzone che ascolti, è per il suo naturale significato un’opera minuziosa che scava dentro di noi. Sono tutte veramente belle, talmente vere che riescono a tenere legati da eterna amicizia tutti coloro che Lolli non lo conoscono di persona ma hanno ricevuto un messaggio chiaro dalle sue canzoni. (Dal mio libro LA CULTURA MUSICALE – ed. Youcanprint).

La Cultura Musicale

La Cultura Musicale

 

CLAUDIO LOLLI

28 marzo 1950

17 agosto 2018

 

 

Buon viaggio, ci si vede.

 

 

Claudio non c’è più fisicamente tra di noi ma la sua anima bella ci consente di sentirlo sempre presente.
Grazie poeta della mia gioventù.
Grazie amico dei miei pensieri.

luglio 11, 2018

Fragile e Fiera, il nuovo album di Serena Finatti

Serena Finatti

Serena Finatti

 

 La cantautrice friulana che vive a Fiumicello, lo stesso paese di Giulio Regeni, barbaramente torturato e ucciso al Cairo nel 2016, in questo album dedica proprio a Giulio una canzone “Chissà”, immaginandolo come un ragazzino che studia, sogna e spera un futuro di libertà per tutti, e un progetto di vita da realizzare. Un racconto che implica il dolore vero dell’intera comunità di questa piccolo paese che a sostegno della famiglia Regeni, cerca e vuole giustizia.
 Tutto il disco ha dei contenuti di spessore sociale e politico, dall’attacco immediato di “Presunta Realtà”, brano acceso e vibrante, a “Trasparenze” con le maschere che sbiadiscono svelando il vero intento di illudere tutti noi; da “Per un click”, una vetrina amaramente finta a “Nove vite” dove il gatto sceglie la vita tra la casa, la strada o il gattile. Da “Fragile e Fiera”, toccante canzone che parla di libertà d’amare, della fragilità e la fierezza di una madre con un vissuto difficile e doloroso ad “Abbracciami”; ed infine la bellissima canzone friulana di altri autori “Anìn a Grîs ”, per perdersi nell’oscurità fra la sterpaglia e senza soldi. Il testo è una poesia scritta in friulano dalla poetessa friulana Maria Grazia Di Gleria e la musica è del maestro Marco Liverani.

“Andiamo a grilli stasera, tra erba e terra vicino al Tagliamento
Andiamo a smarrirci nell’oscurità tra cespugli e cielo,senza bisacce né quattrini Ricchi di libertà, a raccogliere granelli di vita e respiri d’aria pura
E a dormire profondamente sul letto argentato dell’acqua,
senza timore d’annegare:meraviglia d’un sangue,
lontani dalla brina e dal mucido dei cimiteri.
Andiamo a stelle stanotte,con occhi scalzi e musica,
nel fiato caldo della nostra piccola poesia’’
La Finatti affronta le tragiche realtà per indurre le nuove generazioni che si scontrano ed incontrano la velocità, a riflettere e a lottare per la pace e la libertà”

 

Ogni funzione umana dipende sempre dal nostro contatto con il mondo esterno ed impariamo a formulare pensieri osservando gli altri, ad amare e ad aver cura degli altri, accostandoci a loro, ed impariamo a frenare i nostri impulsi di ostilità ed egoismo per amore. Quando l’umanità si contrasta con gli interessi della sua vera natura, la sua capacità d’amare si impoverisce e comincia a desiderare il potere sugli altri. Così diminuisce la sua sicurezza interiore ed è avviata a cercare una compensazione, perdendo il senso della dignità costringendola a trasformarsi in merce.
  L’album riflette e specchia la realtà e lo fa attraverso i sogni che parlano d’amore e di pace, e attraverso la musica, ritrova una dimensione più intima con la chitarra acustica, le combinazioni armoniche e ritmiche, e gli arrangiamenti di Andrea Varnier, eccellente e prezioso chitarrista che costruisce emozioni intorno la voce intonata di Serena Finatti e il suo piano. Molto bello l’effetto con loop station che permette ai due musicisti di giocare con la voce sovrapponendo le linee vocali e gli strumenti.
Gli altri protagonisti sono:
Pietro Sponton, ottimo percussionista, diplomato al conservatorio Tartini di Trieste e con numerosi anni di studio della batteria con Adolfo Del Forno.
L’ensemble vocale di sette giovani tra i 12 e i 24 anni, i Sing&Feel.

Per quanto riguarda la copertina e il libretto, ho trovato difficoltà a leggere i testi.
Le tracce su CD non lasciano respiro perché tra l’una e l’altra non c’è sfumatura per lasciar pensiero e suspence a chi lo ascolta ma forse è semplicemente una scelta di produzione. Nel complesso l’opera è pregevole e significativa, come d’altronde lo sono i precedenti lavori di Serena e Andrea. Bravissimi!!!

 Gloria Berloso

maggio 8, 2018

TRIBUTO A CLAUDIO ROCCHI IL 18 GIUGNO AL TEATRO OUT OFF

UNA FOTOGRAFIA – TRIBUTO A CLAUDIO ROCCHI
18 Giugno 2018 ore 20.30
TEATRO OUT OFF, MILANO


Si arricchisce il già nutritissimo cast di artisti che hanno aderito al tributo CLAUDIO ROCCHI, e si tratta di un’altra adesione da brividi… Quella del grandissimo PAOLO TOFANI, presenza ineludibile delle italiche musiche altre, dagli anni sessanta ad oggi.

E questo non è tutto… L’ex Califfi ed ex Area non si esibirà da solo, ma PER LA PRIMA VOLTA IN ASSOLUTO, in un inedito trio che comprenderà anche il grande arpista VINCENZO ZITELLO e il vocalist CLAUDIO MILANO (della avant prog band Nichelodeon).

I tre musicisti si cimenteranno con uno dei brani dell’album “Un Gusto Superiore”, che Claudio Rocchi condivise proprio con Tofani.

Basterebbe questa chicca per rendere la serata unica…

Il 18 Giugno del 2013 Claudio Rocchi, musicista, agitatore controculturale, cercatore di verità ascendeva a più alti livelli.

La sua importanza ed influenza, ancora oggi patrimonio di un manipolo di artisti ed appassionati troppo ristretto, verrà un giorno stimata nelle sue reali dimensioni, ma perché ciò avvenga è necessario celebrarne oggi, con gioia, la figura, le creazioni, le mille visioni e avventure.

Constatato l’immobilismo da parte di molti settori della musica italiana “riconosciuta” nel tributarne la grandezza, la Rete dei Solchi Sperimentali, tre anni fa ha iniziato a proporre delle serate omaggio a Rocchi, nella data del suo “volo magico”.

Per il quinquennale della scomparsa la sfida era alzare ulteriormente l’asticella della proposta e tentare di creare un evento che unisse l’attitudine di nicchia che anima la Rete dei Solchi Sperimentali, con una visione ed una apertura più “pop”.

Ancora una volta, individuato lo spazio della serata, grazie alla disponibilità del Teatro Out Off di Milano, storico scrigno di tante peregrinazioni underground, l’evento è stato creato con l’esclusivo autofinanziamento di alcuni membri della rete e semplici sostenitori.

Il risultato di questa ambiziosa follia, di questo “salto nel vuoto”, è stato il progetto di una serata sovrabbondante di talenti e di approcci “altri” alla musica, pur nella varietà che ci contraddistingue, e che Rocchi avrebbe certamente gradito. Una scorribanda in cinquanta anni esatti di suoni non allineati che vedrà esibirsi sul palco

ALBERTO CAMERINI
JENNY SORRENTI (ex SAINT JUST)
GIAN PIERETTI
MAURO SABBIONE (ex MATIA BAZAR, LITFIBA)
OMAR PEDRINI (ex TIMORIA)
PAOLO TOFANI (ex Area) +  VINCENZO ZITELLO + CLAUDIO MILANO (Nichelodeon)
MATTEO GUARNACCIA
FRANCO FALSINI (ex Sensations’ Fix)
ANDREA TICH
GIUSEPPE “BANFO” BANFI + GAIA BANFI (ex Biglietto per l’Inferno)
TAI No-Orchestra
ACOUSTIC TRI-ON (ex Jumbo)
LUCA OLIVIERI
MARCO LUCCHI + MAX FUSCHETTO + MASSIMO AMATO + SISTO PALOMBELLA
ENTEN HITTI + GIANLUCA BONAZZI
NADI PAOLA MATRONE

Altri artisti, geograficamente più lontani o bloccati da precedenti impegni, saranno presenti con loro video performativi esclusivi, come:

EUGENIO FINARDI
JURI CAMISASCA
WALTER MAIOLI (ex Aktuala)
ARTURO STALTERI (ex Pierrot Lunaire)
TERRA DI BENEDETTO (ex Albergo Intergalattico Spaziale)
IlcompleannodiMary
TITO SCHIPA Jr.
SANDRO MUSSIDA
RICCARDO SINIGAGLIA
LODOVICO ELLENA
NO STRANGE

A condurre le danze sarà Antonello Cresti, artefice iniziale del progetto “Solchi Sperimentali”. La serata vede la collaborazione di altre sigle come Psycanprog, sito musicale e Divinazione Milano, Ufficio Stampa e Comunicazione.

18 Giugno 2018… Tutti per Claudio!

TEATRO OUT OFF – 18 GIUGNO 2018 ore 20.30
Via Mac Mahon , 16 – Milano
Ingresso: euro 18
Prenotazioni: 02/34532140 / Prevendita http://www.teatrooutoff.it

marzo 30, 2018

LUIGI TENCO: L’UOMO E L’ARTISTA – doppio CD in uscita il 4 aprile 2018

Luigi Tenco avrebbe compiuto da poco 80 anni ; la SAAR ripubblica una confezione di 2 CD con i grandi successi, versioni alternative e un documento inedito.
Luigi Tenco nasce il 21 marzo 1938 a Cassine in provincia di Alessandria, si trasferisce a Genova nel 1948. La sua prima esperienza musicale di rilievo risale al 1953 quando forma, con Bruno Lauzi ed altri, la Jelly Roll Morton Boys Jazz Band. Durante questa esperienza conosce i fratelli Reverberi, Gino Paoli e Fabrizio De Andrè. Con quest’ultimo suona fino al 1958. L’anno successivo, dopo aver fatto parte del Trio Garibaldi con Marcello Minerbi, Tenco viene scritturato dalla Ricordi ed incide i suoi primi dischi come voce solista del complesso I Cavalieri (con Jannacci al pianoforte). Dopo alcuni dischi pubblicati con pseudonimi diversi (Gigi Mai, Gordon Cliff e Dick Ventuno), Tenco pubblica il 25 ottobre del 1960 la sua prima canzone di successo: “Quando”. Nel 1962 esordisce come attore nel film “La Cuccagna” con la regia di Luciano Salce. Il rapporto con la Ricordi si interrompe nel 1964 con un conseguente nuovo contratto. La nuova etichetta è la Jolly di Walter Gürtler con il quale Tenco pubblica anche un bellissimo album omonimo. Nel 1966 Luigi passa alla RCA che iscrive l’anno successivo una sua canzone al Festival di Sanremo. Lo stesso Tenco partecipa alla rassegna canora in coppia con Dalida. Questa canzone si intitola “Ciao amore, ciao” e rappresenta il testamento artistico di Luigi Tenco che muore il 27 gennaio 1967.

CD1 + esclusivo libretto di 12 pagine
JOLLY LPJ 5045 – 1965 LUIGI TENCO CANTA TENCO, DE ANDRE’, JANNACCI, BOB DYLAN

01  Ho capito che ti amo                          13  Passaggio a livello
02  Non sono io                                       14  Vita familiare
03  Ah… l’amore l’amore                        15  Prete in automobile
04  Ragazzo mio                                     16  Vita sociale
05  Io lo so già                                       17  Ballata dell’arte
06  Se potessi amore mio                         18  La risposta è caduta nel vento
07  Tu non hai capito niente                     19  Ballata della moda
08  La ballata dell’amore                         20  Ballata dell’eroe
09  Com’è difficile                                   21 Ballata del marinaio
10  Vedrai vedrai                                    22  Giornali femminili
11  Quasi sera                                         23  Hobby
12  No, non è vero
CD2: VERSIONI ALTERNATIVE – MEDLEY STRUMENTALI BY ORCHESTRA PAOLO TOMELLERI – DOCUMENTO INEDITO
1          No, non è vero
2          Com’è difficile
3          Ragazzo mio
4          Se potessi amore mio
5          Io lo so già
6          Mi sono innamorato di te  io si  angela  lontano  lontano
7          Com’è difficile   ” documento inedito del 1964 “

agosto 21, 2017

PETER HAMMILL

MERCOLEDI’ 15 NOVEMBRE 2017
PETER HAMMILL
Piano e Voce

Teatro “l. Candoni” Tolmezzo
ore 21:15

Peter Hammill

Peter Hammill

Artista con la “A” maiuscola e una delle voci più belle, emozionanti e versatili di sempre, Peter Hammill nasce a Londra nel 1948 e ottiene l’attenzione della scena rock internazionale negli anni Settanta come leader dei Van Der Graaf Generator, dei quali è cantante, chitarrista e pianista, e autore principale. La carriera del gruppo è costellata di scioglimenti e ricostituzioni, e Hammill intraprende parallelamente l’attività da solista, cominciata nel 1971 con e proseguita regolarmente per tutti gli anni successivi fino a oggi.
In una classifica ideale dei gruppi rock britannici più influenti negli anni Settanta, molto probabilmente non troveremmo nelle prime posizioni i Van Der Graaf Generator.

Van der Graaf Generetor

Van der Graaf Generetor

Eppure la band guidata da Hammill, fondata nel 1967 e attiva ancora oggi dopo le ripetute rinascite e cambi di formazione, merita un posto di riguardo nel panorama del rock per l’originalità sia delle scelte musicali sia dei temi trattati. Dal punto di vista musicale, infatti, pur essendo assimilati al filone progressive, la band è ben lontana dai barocchismi e dai virtuosismi dei gruppi loro contemporanei (Emerson Lake & Palmer e Yes, giusto per citarne due tra i più famosi). La musica è allo stesso tempo complessa ed essenziale, le atmosfere sono oscure e cupe (si potrebbe dfinirle “gotiche”) e riflettono i testi scritti da Hammill: l’ispirazione non deriva dalla mitologia e dall’epica (come per i Genesis) ma dal dramma interiore e dal malessere esistenziale. Ricorda Claudio Trotta, che organizzò il primo concerto dell’artista britannico nel 1987 a Genova: «Peter Hammill è un gigante della storia della Popular Music e ha segnato momenti importanti della Barley fra i quali ricordo con particolare emozione il concerto al Conservatorio, parte della rassegna di Musica Contemporanea Musica nel Nostro Tempo, durante il quale si cimentò in un pezzo a cappella, senza ausilio di strumenti né microfono, ipnotizzando l’intera platea di 1500 persone presenti.» L’ultimo lavoro da solista di Hammill è …All That Might Have Been…, uscito nel 2014; dopo Do Not Disturb (2016), il trentesimo album dei Van De Graaf Generator, il compositore è attualmente al lavoro su un nuovo capitolo della sua carriera solista.
Quella di Tolmezzo, unica data per tutto il Nord Est (le altre piazze sono Roma, Napoli, Terni, Chiari, Milano e Livorno) si profila come un nuovo grande appuntamento proposto da Folkest agli appassionati di musica della nostra regione.

  Prevendite: www.folkest.com
                      TicketOne
Angolo della Musica- Via Aquileia 89, UDINE tel. + 39 0432 505745
Agenzia Soprattutto Viaggi- Via Ermacora 5, TOLMEZZO (Ud) tel. + 39 0433 468268
Punto Verde – Via Matteotti 4/b TOLMEZZO (Ud) tel. + 39 0433 40114